Senza dubbio, a Napoli, è il mistero più affascinante e studiato dopo il “Cristo Velato” del Principe di San Severo e tutte le sue macchine anatomiche. Stiamo parlando dei segni incisi nella facciata sul bugnato a punta di diamante della Chiesa del Gesù Nuovo.

Chiesa del Gesù nuovo a Napoli

La sua facciata, che tra l’latro è l’unico elemento che rimane del Palazzo Sanseverino del XV secolo, conserva la chiave di un mistero che recentemente gli studiosi hanno svelato, o tuttavia che credono di aver scoperto. Sulle bugne a punta di diamante che decorano l’intero edificio sono inicisi dei segni particolari. Alcuni di questi seggni sono di circa 10 centimetri e invece, secondo un’antica leggenda, queste incisioni avevano uno scopo preciso: attirare il potere delle energie positive e sarebbe addirittura un linguaggio segreto dei tagliapietre che se lo tramandavano di generazione in generazione. Altre leggende invece raccontano che il bugnato sia stato esposto al contrario, attirando così energie negativo motivo per il quale la Chiesa, negli anni, è stata soggetta a molti incidenti e crolli durante il secolo

LEGGI ANCHE
Incidente stradale a Bacoli: la vittima è un centauro

Bugnato a punta di diamante, Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli: tutti i segreti

Un altro studio che invece è stato reso noto nel 2010, e durato 5 anni, è stato condotto dallo storico dell’arte Vincenzo De Pasquale, coadiuvato dal padre gesuita ungherese Csar Dors e il musicologo Lorant Rez, in cui affermano che quei segni fanno parte della lingua aramaica antica (quella parlata da Gesù), e corrispondenti a note musicali disposte come un grande spartito che producono un concerto da una durata di tre quarti d’ora. Questo concerto è stato intitolato “Enigma” a ragion veduta.

Una curiosità sul bugnato: veniva prodotto ancor prima che venisse eretto il palazzo, soprattutto nel meridione. Dopo la costruzione del palazzo, inoltre, il bugnato a punta di diamante venne ripordotto nel rovesco delle banconote da diecimila lire che vennero stampate tra il 1976 e 1984.

Commenta con i tuoi amici