Morto il campano inventore del telefono a gettoni della Sip

Morto inventore del telefono a gettoni della Sip: Carlo De FeoHa segnato un’epoca importante il telefono a gettoni. In alcuni casi un “salva vita” per chi aveva bisogno di parlare con qualcuno in maniera urgente e i telefoni cellulari non erano stati ancora inventati.

Cabine telefoniche come dei confessori per amanti, ragazzini che avvertivano i genitori per un esame all’università superato, o semplicemente che quel giorno sarebbero rientrati più tardi; e tanti altri luoghi “comuni” che si è fatto testimone il telefono a gettoni della Sip, il cosiddetto Rotor, inventato da un campano che purtroppo ci lascia oggi, all’età di 60 anni.

Il telefono, utilizzato da un’intera generazione, è stato inventato dal beneventano, Carlo De Feo. In realtà, la famiglia De Feo, è una famiglia di grandi inventori. Insieme i fratelli Paolo e Carlo, hanno guidato per anni l’Industria Politecnica Meridionale, il polo diretto dal padre, Remo De Feo, fondato negli anni cinquanta ad Arzano, in provincia di Napoli.

Noti soprattutto per aver creato il sistema del telefono a monetine, in realtà, sono i fautori di ben più grandi invenzioni. Il loro era nato come un piccolo centro di riparazione per telefoni, trasformatosi presto una grande azienda con numerosi dipendenti. E a loro si deve anche l’invenzione delle macchine che emettevano ticket e passaporti elettronici.

Sono stati inoltre i creatori di sistemi di trasporto telecomandato, tra cui quello di Dubai, il primo al mondo ad utilizzare convogli senza il conducente in cabina. Tuttavia, nella memoria popolare, verranno ricordati per l’invenzione del telefono a gettoni, il primo a funzionare con monetine di diverso taglio.

La storia di un’azienda unita. Nel 1984 esponenti della ‘Ndrangheta rapirono Carlo De Feo, per richiedere in cambio un riscatto. In questa spiacevole occasione però, i dipendenti della sua azienda, su unirono e raccolsero una cifra di 14 milioni di lire attraverso una colletta, denaro necessario per concorrere al pagamento del riscatto e ricevere in cambio De Feo sano e salvo. Un grande gesto che rimane nel cuore dei partenopei e che testimonia come i dipendente erano legati ad un’azienda che ben li trattava.

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