Ospedali a Napoli in estate: anziani “parcheggiati” e reparti accorpati

L’incubo degli ospedali napoletani nella bella stagione è ritornato, soprattutto in questi giorni centrali di agosto dove molti ospedali della periferia accorpano i propri reparti mandando in tilt altri ospedali, come il Cardarelli, che lavora a pieno regime non senza le sue pecche però.

Ospedali a Napoli in estate: anziani "parcheggiati" e reparti accorpati
Foto d’archivio

Molti sono i reparti accorpati in questi mesi estivi dal Vecchio Pellegrini al Mondali come ad esempio i reparti di oculistica e otorinolaringoiatra. A denunciare la situazione è il consigliere comunale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: “Nonostante il boom di stranieri a Napoli la vecchia e pessima abitudine di molti ospedali napoletani di accorpare i reparti nel periodo estivo non accenna a diminuire“.

Questo collasso porta disagi ai cittadini e ai turisti. Quelli più disagiati sono ovviamente gli anziani. I posti letto sono esauriti e queste persone vengono ricoverate su barelle nelle corsie di emergenza. Spesso si tratta di clochard e appunto anziani che vengono letteralmente parcheggiati in queste corsie per permettere ai figli di andare in vacanza.

Napoli manca di strutture specifiche. Dal suo canto il presidente Federsociale spiega, come riportato da Metropolis: “Purtroppo non ci sono nella nostra regione strutture intermedie pubbliche o convenzionate in grado di garantire l’assistenza ai clochard e agli anziani fragili e ormai aumentano sempre più i familiari che ‘adottano’ lo stratagemma del nonno che ha un malore e necessita delle indispensabili cure ospedaliere, anche in presenza di rischiose patologie“.

Come sottolinea il consigliere Borrelli, Napoli che si vuole imporre come capitale europea non può trovarsi ancora a questi livelli di Sanità. Basti pensare al fatto che il personale medico si trova in difficoltà nel garantire le giuste cure ai turisti che non parlano inglese: “che parlino inglese, francese, arabo e cinese per assistere pazienti stranieri in caso di ricovero. Ci sono stati casi infatti in cui il personale medico ha avuto difficoltà a interagire con i ricoverati stranieri sopratutto quelli che non parlavano inglese. I turisti sono quasi sempre assicurati e quindi in caso di ricovero i nostri ospedali ottengono un rapido rimborso“, continua il consigliere “L’assistenza in una città come Napoli che vuole essere una capitale europea deve essere a 360 gradi“.

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