Calcio Napoli, talent show: “Amici di Aurelio De Laurentiis”

Come possiamo diventare un grande club se l’unico pensiero fisso è vendere i campioni? Il club azzurro, ogni anno, sembra somigliare sempre di più ad un talent show dove aspiranti fuoriclasse si esibiscono per una, o al massimo, 2 stagioni. E quando i tifosi li hanno proclamati loro “idoli” prendono il volo e scelgono il club che gli darà la possibilità di fare più gol.

Calcio Napoli, talent show: "Amici di Aurelio De Laurentiis"

Un po’ come il programma “Amici di Maria De Filippi“, una vetrina per talenti, visto che nel bene e nel male, Napoli, calcisticamente e quotidianamente, è sulla bocca di tutti, non ci vuole tanto a farsi notare soprattutto se nasci Matador o Pipita. Le offerte discografiche dei vincitori di Amici stanno agli impresari, come i calciatori del Napoli stanno agli ingaggi da milioni di euro dopo un anno trascorso nel club azzurro.

Dopo l’ultimo comunicato stampa in cui il presidente Aurelio De Laurentiis ha commentato il possibile ritorno di Edinson Cavani al Napoli, la rete si è divisa: da un lato gli utenti che additano il Matador di averli traditi peggio di Higuain, e dall’altro chi invece, (strano ma vero, ndr) difende il presidente nel voler comprare solo giovani talenti:

Io sono un grande estimatore di Edinson Cavani. – Dichiara De Laurentiis – Con lui ci siamo divertiti molto durante il suo soggiorno napoletano. Ha fatto tanti bellissimi gol, ben 104! Ma è difficile riportare nel Napoli un calciatore utilizzato nel passato. Non tanto perché sembrerebbe una minestra riscaldata, ma perché il Napoli evolve di torneo in torneo assumendo diverse e differenti teorie di gioco

Nella nota il presidente continua commentando le voci circa il possibile ritorno di Cavani:

Ecco perché – ha proseguito De Laurentiis – dico sempre che abbiamo bisogno di giovani e già i nuovi arrivati quest’anno contribuiranno fortemente ai successi del Napoli. E per parlare delle punte, giocatori importanti come Milik e Gabbiadini hanno grandi possibilità, nel Napoli, di trovare la loro consacrazione. Noi siamo responsabili del futuro della squadra e non dobbiamo fare operazioni a effetto. Non abbiamo bisogno di incantare nessuno. Si è tifosi per fede e non per la scelta dei calciatori

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