Ricetta dei taralli sugna e pepe napoletani by “Frijenno Magnanno”

Il tarallo sugna e pepe è oggi considerato una delle pietre miliari dello street food napoletano

I taralli sugna e pepe con la birra sono un must dei pomeriggi e delle serate napoletane trascorse davanti alla tv, insieme agli amici, a guardare il Napoli giocare.

Ricetta dei taralli sugna e pepe napoletani by "Frijenno Magnanno"
Foto di: pandipane.blogspot.com

Anche il tarallo, a Napoli, nasce con l’intento di sfamare i poveri con ingredienti del riciclo. Sentiamo parlare dei taralli, per la prima volta, nel romanzo di Matilde Serao uscito nel 1884, “Il ventre di Napoli“.

Questo libro racconta dei “fondaci“, zone popolari di Napoli, adiacenti al porto, dove viveva quella parte di cittadini denutriti. Così, i fornai, per sfamarli inventarono i taralli. La storia risale alla fine del ‘700: utilizzando pasta avanzata e la sugna (strutto, grasso di animale) impastavano il tutto con pepe abbondante.

Il tarallaro napoletano

Le mandorle, invece, fanno la loro comparsa nell’800 per completare il tarallo intrecciato come lo conosciamo oggi e che si sposa benissimo con il pepe. Onore e gloria a chi ebbe l’idea. Caratteristica, invece, era la figura del tarallaro, che oggi non esiste più: un uomo che portava sulla spalla un cesto colmo di taralli per distribuirlo ai poveri.

Tuttavia il tarallo veniva gustato da tutti, anche dai ricchi quando si fermavano nelle osterie. A Mergellina, anche se poco igienica come “storia”, veniva inzuppato nell’acqua di mare. Oggi non ci sono più i tarallifici di una volta, ma è possibile comunque gustare un tipico tarallo sul lungomare di Napoli acquistandolo dai chioschetti appositi.

Ricetta dei taralli sugna e pepe secondo “Frijenno magnanno”

Ingredienti, (circa 20 taralli):
– farina, 1/2 kg
– sugna, 150 gr
– lievito, 1 dado
– mandorle, 100 gr
– sale
– pepe

Preparazione:
Disporre la farina a fontana su un ripiano e inserire al centro sugna, sale, parecchio pepe e il lievito sciolto in due dita di acqua tiepida.

Amalgamiamo bene tutto e lavoriamo con forze con le mani. Stacchiamo via via dei pezzi di pasta e lavoriamoli con le mani fino a farne dei cordoni abbastanza grandi. Attorcigliamoli a due a due e tagliamoli in pezzi da 20 cm (inseriamo anche le mandorle intere o tagliate a metà). Ognuno di questi pezzi va poi chiuso sovrapponendo un’estremità all’altra e pestandole bene col pollice

Ora copriamoli e lasciamoli lievitare per circa un’ora. Inforniamoli per un’ora a forno lento altrimenti si corre il rischio di non cuocerli bene.

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