Come sempre accade la rete si divide un due e c’è chi sostiene i responsabili diffusori del video, che oggi, tuttavia in qualche modo, hanno indotto Tiziana Cantone a suicidarsi. Se il Tribunale deciderà di aprire un’inchiesta, probabilmente è questa la piega che potrebbe prendere un processo di “colpe”.
Tiziana Cantone e quel video hard: vittima della rete

Il video di cui fu protagonista la 31enne venne diffuso nell’aprile 2016. Visto che non era possibile pubblicarlo sui social network per via della privacy, il filmato divenne virale attraverso WhatsApp e di li a breve fu ripreso da alcune testate telematiche che ne diffusero l’intero contenuto.

Il video hard fu girato da una Tiziana consenziente al momento, ma non diede di certo l’autorizzazione a divulgarlo. Così, le sue parole Stai facendo un video, bravo!” divennero ben presto un meme.

LEGGI ANCHE
Terremoto oggi, Bologna: scossa di magnitudo 3.7

La viralità del filmato fu esplosiva. Il tam tam della rete tra sfottò, immagini e spezzoni del video erano diventati inarrestabili e subito dopo furono pubblicati altri 6 video, in cui c’era ancora una volta Tiziana che aveva rapporti intimi con altri uomini.

Poi è stato il momento del business: t-shirt, tazze, poster con il “meme” creato involontariamente dalla vittima. Noi non siamo sicuri che si sia trattato di un suicidio, perché qui, il vero assassino, è stato la rete. Non è assurdo pensare che quello fatto da Tiziana è ciò che accade in questo momento, in tutto il mondo, mentre leggi questo articolo. Ma la rete ignorante giudica. Ti giudica per quello che fai, per come ti vesti e per il tuo fisico.

E quando la rete ti giudica attraverso un gruppo di omuncoli, la loro tastiera si trasforma in una pistola. Il tam tam inarrestabile di quei video ha spazzato via la vita di questa ragazza mentre aspettava che la legge lenta facesse il suo corso rimuovendo il ricordo da Youtube, Facebook, Twitter, di quell’orribile vicenda.

Quella corda, o meglio quel foulard, con il quale si è impiccata Tiziana non sono altro che gli uomini che hanno diffuso quel video.

Le denunce di Tiziana Cantone contro chi diffuse il video hard

La giovane Tiziana si affidò al suo legale, Roberta Foglia Manzillo, che mise nero su bianco quanto accaduto sottolineando la depressione della sua cliente e gli istinti suicidi che la pervadevano, ha “tentato di buttarsi giù dal balcone”. E ancora: “Piange continuamente, soffre di attacchi di panico, non può più uscire liberamente di casa“.

Nonostante qualche giorno fa alcune testate abbiano pubblicato come il suo legale avesse ottenuto il diritto all’oblio, Tiziana non ce l’ha fatta e ha deciso realmente di suicidarsi. Il suo avvocato, durante l’ultima sentenza, aveva citato Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube e le persone coinvolte nella diffusione dei video, ottenendo un provvedimento d’urgenza atto a rimuovere dal web qualsiasi pagina che facesse riferimento a Tiziana e a quelle immagini.

Ma il tentativo di rifarsi una vita non è riuscito a quanto pare. Com’è possibile cancellare la propria memoria? Puoi fregartene di quello che pensano gli altri, ma è difficile superare per la vittima di questa spiacevole vicenda.

Commenta con i tuoi amici