Made in Sud 2017, Gigi D’Alessio: “Vorrei nascere sempre napoletano”

Gigi D'Alessio omaggia alla propria città e lo fa con un monologo che contiene tutti gli ingredienti giusti per far assaggiare all'Italia intera il sapore dolce e salato delle proprie origini.

Criticato o meno, benvoluto o no, Gigi D’Alessio, durante la sua prima puntata da conduttore di Made in Sud 2017 non ha potuto fare altro che omaggiare la propria città, la sua Napoli e lo fa con un monologo straordinario.

Made in Sud 2017, Gigi D’Alessio: “Vorrei nascere sempre napoletano”

Sembrerà scontato per i napoletani, cose ovvie? Ebbene che sia così, se la nostra cultura, la storia di Partenope, la pizza, gli spaghetti e ‘o cafè sono scontati, allora siamo fieri di esserlo anche noi, fino all’ultima goccia di quell’immensa ironia per la quale tutto il mondo ci stima e un po’ ci invidia.

Made in Sud 2017, monologo completo su Napoli di Gigi D’Alessio

Qualcuno ha detto che essere napoletano è una fortuna. È vero. Ho la fortuna di essere napoletano perché sono bilingue dalla nascita. E quando canto in tutto il mondo mi capiscono. ‘O’ surdato ‘nnamurato, ’O sole mio’. Senti quest’articolo, è greco: ‘Quando a Napoli si parlava il greco, in tutte le altre città si parlava latino’.
Io ho la fortuna di essere napoletano perché sono nato nella stessa città di Eduardo, di Totò, di Caruso, di Troisi, di Pino Daniele e poi di Marotta, di Bovio, Di Giacomo, pure Bud Spencer era napoletano. E devo dire che come menava lui, nun menava nisciuno.
Io ho la fortuna di essere napoletano perché conosco la parte buona di Napoli. Perché a Napoli c’è una parte buona che fatica ogni giorno per distinguersi da quella cattiva. Ed io lo so, si fa doppia fatica. Perché è più difficile essere buoni a Napoli che essere buoni in Svizzera. A essere buoni in Svizzera so capaci tutti pure gli svizzeri (perché l’Italia è quel Paese malandato, ndr).
Io ho la fortuna di essere napoletano perché ad una città che ha inventato il sospeso. Il caffè pagato per chi non se lo può permettere. Perché nessuno, mai nessuno, deve sentirsi così povero da non potersi bere un caffè.

Io ho la fortuna di essere napoletano perché se i bambini di tutto il mondo hanno sognato un batman, l’uomo ragno, un superman, che erano eroi di fantasia, quando sono stato ragazzino io ho sognato con un supereroe argentino che non aveva né il mantello e né la spada, ma aveva una maglia azzurra con il numero 10, e la fantasia: ce l’aveva nella testa e nei piedi.

Io ho la fortuna di essere napoletano perché nessun’altra città nel mondo è nata con il corpo di una sirena: Partenope, morta di dolore perché si era innamorata di Ulisse dando vita ad una città che infatti sa bene che cos’è il dolore e la passione.

Io ho la fortuna di essere napoletano perché hanno creato capolavori conosciuti in tutto il mondo a Napoli: il Teatro San Carlo, la statua del Cristo Velato. Poi Dio ci ha regalato, Ischia, Capri, Procida e Sorrento, ma noi abbiamo inventato ‘a Pizza e ‘e sasicce cu’e friarielli. E sono sicuro che pure tu (indicando il cielo) qualche volta l’hai mangiata.

Io ho la fortuna di essere napoletano perché Napoli mi ha insegnato l’ironia, vero antibiotico dell’esistenza. Quell’ironia con la quale il primo giorno dopo lo scudetto, i napoletani scrissero vicino ai muri del cimitero un messaggio per i morti ‘Che ve sit’ perz’’.

Io ho la fortuna di essere napoletano perché Napoli è una città che tutti i giorni si bacia col mare e sa, sa bene, perché abbiamo sempre dimostrato accoglienza e tolleranza e a quelli che ci denigrano per il Vesuvio: ‘Vabbè siete tutto sommato solo pizza, spaghetti e mandolino. Io chiedo: ‘Ma quando lo dite veramente ci credete?’.

Io sono nato napoletano, non l’ho scelto. Ma si turnass’ a nascere vuless’ nascere napulitan’

Non ci fasciamo la testa prima del tempo e ascoltiamo le belle parole di Gigi D'Alessio sulla nostra Napoli Siamo d'accordo <3

Publié par Napoli Milionaria sur mercredi 15 mars 2017

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