Capita spesso di imbattersi in partenopei che per realizzare i propri sogni sono costretti a lasciare il proprio Paese. Stavolta però vogliamo raccontarvi una storia che nasce e si radicalizza in un quartiere della periferia a nord di Napoli. È la storia di Salvatore e Rosario. Entrambi dopo una serie di lavori all’estero, Salvatore da cameriere a manager nel campo della ristorazione londinese, stanco del “grigiore britannico“, e Rosario, dopo aver accumulato esperienze in giro per il mondo, scelgono di tornare nella loro città con il desiderio di dare un contributo personale nella rivalutazione del territorio in cui sono nati e cresciuti. Decidono così di farlo attraverso un progetto ambizioso che dura da 10 anni e prosegue a gonfie vele.

tavernetta colaruri

Farsi valere in terra straniera, per noi napoletani, sembra un gioco da ragazzi. Partendo con le nostre tradizioni, forti nell’anima e nei sapori, riusciamo a fare breccia nel cuore e soprattutto nel palato di chi venera attraverso i racconti, e le proprie esperienze, la cucina mediterranea. La vera sfida però è riuscire a migliorare e avviare un’attività proprio qui, in questa terra romantica e difficile. In un quartiere abbandonato a se stesso, che geograficamente esiste ma è lontano dagli interessi delle istituzioni.

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Tuttavia i due cugini, Salvatore Esposito e Rosario Morra, hanno dimostrato come sia possibile arrivare in cima ai propri obiettivi lavorando nel proprio quartiere. Il borgo di Santa Croce, che si sviluppa all’apice della collina dei Camaldoli, un lustro fa, ha accolto la Tavernetta Colauri, un’attività di ristorazione che si è distinta in modo particolare. Qualità e buon gusto sono state dal primo momento le basi di questa esperienza. La scelta di utilizzare prodotti autoctoni è stata necessaria per sottolineare il profondo legame col territorio: pomodori piennolo, bistecche beneventane, maialino casertano, pera pennata, paste di Gragnano e tanto altro ancora.

Salvatore inizia il proprio racconto dalle origini quando gli chiediamo delle difficoltà incontrate duranti gli anni di questa lunga esperienza:

La nostra attività nasce e resta a conduzione famigliare, era un luogo dove si riuniva la nostra famiglia per le feste. Tutto ebbe inizio con un passa parola. Abbiamo puntato subito alla qualità. Ovviamente quando il numero dei clienti è aumentato, di conseguenza, è aumentata anche la qualità e la voglia di crescere sempre di più ha fatto si che l’ambizione ci spronasse di continuo; anche se alle volte può fregare, in fin dei conti, è quella che ci ha aiutato a ricercare sempre risultati migliori.

Ad ogni modo, nonostante il supporto della famiglia, non vuol dire che sia stato tutto così facile soprattutto in un territorio come quello di Santa Croce. Inizialmente è stata dura, dura ottenere tutti i permessi che ci consentissero di avviare un progetto tanto grande e ambizioso. Alle origini, inoltre, sembrava un’idea blanda, in relazione al territorio in cui ci stavamo muovendo.

Un territorio ancora oggi sconosciuto, abbandonato dall’amministrazione locale, che dovrebbe essere tuttavia rivalutato se non fosse altro per la salubrità dell’aria; non a caso era la zona scelta dagli antichi romani per trascorrervi le festività. Proprio in questo polmone verde che si sviluppa nella periferia di Napoli, tra la collina dei Camaldoli e Chiaiano, la presenza della “Tavernetta Colauri” fa la differenza. L’ambiente rustico e accogliente è l’ideale per chi è alla ricerca di un’atmosfera e tradizione napoletana. L’attenta scelta dei prodotti e l’accurata selezione di carni nazionali e internazionali permettono di definire un menù qualitativamente alto. L’armonia tra ambiente e sapori riesce a trasportare i clienti dal caos quotidiano ad una tranquilla baita di montagna

La varietà di carni pregiate è una delle specialità della Tavernetta. Vengono servite al sangue, adagiate su pietra ollare o pietra di sale, dov’è possibile cuocere la carne, veramente fresca, a seconda delle proprie preferenze. È inoltre sempre piacevole ritornarci visto che propone ogni volta tagli diversi e particolari.

Anche la cantina che accoglie la clientela con degustazioni di vini, accompagnati dal buon cibo, dona all’intero ambiente quel “je ne sais pas“. Ha una visibilità immediata. Appena ci si accomoda ai tavoli, uno scorcio del pavimento in trasparenza lascia intravedere la numerosa varietà di vini e l’ambiente rustico e familiare pronto ad ospitare diversi eventi come percorsi degustativi, ricevimenti, manifestazioni varie e aperitivi. Salvatore e Rosario vanno fieri della cantina che viene rinnovata, rinfrescata di continuo, sempre alla ricerca di nuovi vini.

Anche i dolci non sono da meno con le ricette della tradizione liberamente interpretate in maniera originale e raffinata dallo chef.

Scoprire, la già nota Tavernetta Colauri, in un borgo antico e grazioso, è stata una piacevole esperienza. Il servizio eccellente e un’accoglienza fatta da sorrisi rimasti umili, fa comprendere ancora di più il gusto del “made in Naples”.

Curiosità. Questo quartiere, non molto distante dalla Tavernetta Colauri, ha ospitato un famoso villeggiante: Giacomo Leopardi. Fu lungamente ospite nel castello dell’ultimo conte dei Camaldoli, Don Francesco Ricciardi, un uomo illustre e dotto che accolse il poeta sempre alla ricerca di un luogo salubre e dall’aria pulita per curare la sua salute cagionevole.

Tavernetta Colauri, dove si trova?
Napoli, Via Comunale Margherita, 245
(Adiacenze Ospedale Monaldi)
Tangenziale: Zona Ospedaliera
Tel.: 081.7705639
eMail: info@tavernettacolauri.it

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