Gigi D’Alessio vittima del “razzismo cultulare” perché del Sud

Gigi D'Alessio è da sempre costretto a subire il razzismo culturale nonostante gli facciano i complimenti in privato ma in pubblico: "non dicono nulla".

Lo ha provato di nuovo sulla sua pelle anche se si è trattato di una nuova esperienza come la conduzione di “Made in Sud 2017”. Gigi D’Alessio ha lasciato una serie di dichiarazioni al programma “Un giorno da pecora” di Radio rai circa il “razzismo culturale” del quale è vittima da sempre perché uomo del Sud.

Gigi D'Alessio vittima del "razzismo cultulare" perché del Sud

Subisco una forma di razzismo culturale. Ho venduto i famosi 100 dischi di platino, chi se li è comprati? Non me li sono certo comprati da solo. Se ho fatto il giro del mondo e riempito gli stadi, ci sarà un perché. Quando uno viene dai matrimoni – come me dichiara Gigi D’Alessio – è considerato una merce di serie c, tant’è che hanno inventato la parola ‘neomelodico’ per ghettizzare quel mondo. Spesso mi fanno i complimenti vis-a-vis e poi pubblicamente non dicono nulla. Mi dava fastidio vent’anni fa, ora uso l’idrorepellente

Se sei del Sud e vuoi avere successo purtroppo devi lavorare il doppio e ne sa qualcosa D’Alessio:

Tutto ciò che viene dal sud, viene sottovalutato. – Continua il cantante partenopeo – Bisogna lavorare di più perché se fai successo e vieni dal sud per gli altri c’è sempre un perché. Invece se fai successo da Roma in su sei bravo. Infatti i cantanti napoletani vengono chiamati neomelodici perché vogliono ghettizzarli. La parola neomelodico significa ‘nuova melodia’. La vecchia quale è, quella di Claudio Villa? Allora siamo tutti neomelodici. Io sono un cantautore ma nessuno lo dice: come si fa a non dirlo?

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