Totò Riina scarcerato per curarsi? Inizia lo sciopero della fame

Scarcerare Totò Riina per consentirgli una morte dignitosa? La maggior parte del Paese non vuole. Inizia così il viaggio sanguinario a ritroso nel tempo per ricordare tutti gli efferati omicidi dei quali è stato capace insieme a Cosa Nostra.

No! Per molti italiani, e soprattutto campani, Totò Riina, uno dei mafiosi più sanguinari che la storia abbia mai conosciuto, non dovrà lasciare il carcere, nemmeno per potersi curare. La notizia che circola in questi giorni divide il Paese. La Cassazione ha deciso che anche lui ha diritto ad una morte dignitosa. Ma i campani prendono una posizione più radicale.

Totò Riina scarcerato per curarsi? Inizia lo sciopero della fame

I Verdi, insieme al programma radiofonico “La Radiazza” prendono posizione ben precisa:

Abbiamo deciso di organizzare il più grande sciopero della fame della storia italiana – spiegano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore Gianni Simioli – coinvolgendo non solo testimonial ma centinaia di cittadini che da stamattina chiedono di mettere in campo una reazione pacifica ma allo stesso tempo efficace contro quella che viene vissuta come una palese ingiustizia. Da mercoledì quindi a gruppi di 10 cominceremo uno sciopero della fame a oltranza. Ogni due giorni ci daremo il cambio fino a che non avremo la certezza che Riina resterà in carcere fino alla fine dei suoi giorni. Un uomo che non si è mai pentito e che è stato protagonista di tanti efferati delitti non merita alcun trattamento di favore

Ricordiamo che Salvatore Riina è rinchiuso nel carcere di Parma, struttura carceraria valida e per nulla ‘indignitosa’, dopo 24 anni di latitanza e dopo aver commesso, in prima persona o avvalendosi di sicari, efferatissimi e violentissimi omicidi continuano Borrelli, ed i consiglieri comunali dei Verdi Stefano Buono e Marco Gaudini, insieme al presidente regionale dello stesso partito Vincenzo Peretti – Lo Stato avrebbe dovuto interrogarsi piuttosto sul diritto ad ‘una morte dignitosa’ per cittadini come Eluana Englaro, Dj Fabo e come Piergiorgio Welby, che sono dovuti andare a morire all’estero, e che una morte dignitosa è stata loro garantita da strutture non italiane, e non per un pluriassassino senza scrupoli e senza morale. Il perdono è un principio cardine della Chiesa cattolica, non dello Stato che è, e deve rimanere laico

Mi chiedo – conclude Fiorella Zabatta, coordinatrice nazionale dei Verdi – se il principio di garanzia di una morte dignitosa valga anche per un pluriomicida come Totò Riina che ha inferto morti molto poco dignitose a tante persone, anche a rappresentanti delle istituzioni, come il generale Dalla Chiesa, senza risparmiare neanche i bambini. Non giungono, inoltre, segnalazioni sull’inadeguatezza del carcere di Parma che, quindi, ritengo possa garantire tutte le cure e l’assistenza necessaria a qualsiasi detenuto, compreso il capo di Cosa Nostra. Inoltre lo stesso Procuratore Antimafia Franco Roberti ha ribadito in queste ore che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra. Quindi appare impensabili una sua scarcerazione per qualsiasi motivo

Pare che 112 cittadini abbiano già dato conferma della loro adesione allo sciopero della fame. Ricordiamo che Totò Riina e Coso Nostra sono quell’organizzazione mafiosa che senza scrupoli scioglievano i bambini nell’acido.

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