Campi Flegrei, solfatare: i vulcani più pericolosi al mondo

Non lasciamoci ingannare dalla grandezza. I vulcani della dei Campi Flegrei sono molto più pericolosi del Vesuvio. Potenziato il monitoraggio.

Il Vesuvio, gigantesco vulcano, fa davvero paura se solo si pensa a cosa potrebbe accadere se eruttasse. Tuttavia esiste un vulcano di gran lunga più pericoloso di lui. E si trova a Napoli. Si tratta delle solfatare dei Campi Flegrei.

Campi Flegrei, solfatare: i vulcani più pericolosi al mondo

La comunità scientifica è d’accordo sulla sua pericolosità. Secondo i vulcanologi Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, i campi Flegrei e il Vesuvio avrebbero la stessa camera magmatica. Per questo motivo un’eruzione della solfatara potrebbe trasformarsi una catastrofe che riguarderebbe ben 3 milioni di persone.

Secondo quanto dichiarato da Mastrolanzo al Corriere della Sera:

Si tratta effettivamente del vulcano a più alto rischio al mondo. Il rischio viene calcolato in base alla pericolosità che è molto alta e alla popolazione esposta. Gli studi hanno evidenziato l’evoluzione di questa caldera verso condizioni di rischio sempre maggiori e purtroppo questo rischio non è quantificabile. Da circa 10 anni siamo in presenza di una fase bradisismica in cui il suolo si è sollevato di oltre mezzo metro, ci sono state sequenze sismiche e forti modificazioni nella composizione dei gas delle fumarole. Un recente lavoro scientifico ha dimostrato come le fasi bradisismiche avvenute dagli anni ‘70 in poi hanno portato ad un sollevamento complessivo di circa tre metri e mezzo e nell’ultima fase ci sono state oltre 16.000 scosse

Per questo motivo il monitoraggio dell’attività vulcanica è stato potenziato e nuovi progetti e laboratori vengono proposti per migliorare fino a mille metri di profondità con iniezione ed estrazione di tonnellate di fluidi ad alta temperatura.

Il rischio interessa tutti. Basti recarsi su uno dei punti più alti della città di Napoli, come l’eremo dei Camaldoli. Qui è possibile capire quanto Napoli si trovi giusto in mezzo tra il Vesuio e i vulcani dei Campi Flegrei. Una continuità di palazzoni e case a perdita d’occhio. “Con una situazione del genere – dichiara Mastrolanzi – l’unico strumento di difesa della popolazione è la prevenzione e la previsione di un piano di emergenza e uno di evacuazione che consenta alla popolazione di allontanarsi dall’area e raggiungere posizioni sicure.

Tuttavia già nel mese di dicembre 2016 i ricercatori dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) dichiararono: “Dobbiamo monitorarlo meglio“, appena dopo alcuni studi scientifici che ne rivelarono segni di irrequietezza nella caldera abitata da 500mila persone.

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