Incendi sul Vesuvio: un ecoreato, una catastrofe ambientale

Il fuoco alle pendici del Vesuvio è stato appiccato con intento doloso. E ci sono diversi motivi per i quali un'ex area verde può far comodo ai criminali.

Quel che non sapete e che gli incendi sul Vesuvio sono incendi dolosi. Non è vero che la natura, il caldo, li ha originati. Le temperature sono alte ma la natura sa proteggersi. Il calore deve essere molto più elevato per dar vita a roghi così devastanti che stanno consumando l’area verde alle pendici del vulcano.

Incendi sul Vesuvio: un ecoreato, una catastrofe ambientale

Da questo momento in poi non possiamo più berci la storiella dei piromani. Loro agiscono in un determinato modo. Utilizzano i gatti. Il loro intento è di distruggere. Casi clinici insomma. Infiammano felini che correndo toccano tutti i cespugli che trovano ovviamente già cosparsi da materiale incendiario.

Dietro il sistema dei roghi sul Vesuvio, invece, c’è una vera e propria strategia criminale. Sul territorio sono presenti degli inneschi chimici. Si sviluppano pian piano e poi esplodono uno dopo l’altro. È stata decisa una linea ben definita in modo da mandare in tilt il sistema di prevenzione e di soccorso allo stesso tempo. Tra l’altro sistema di prevenzione del tutto inefficace in Campania, visto i risultati.

Gli inneschi individuati sono 8. Ad occuparsi del caso sarà la Procura di Torre Annunziata che ha aperto un fascicolo e sta indagando contro “ignoti”. Ma non è poi così difficile capire i motivi per i quali “qualcuno” vuole distruggere volutamente un’area verde. Una zona già martoriata come quella vesuviana, dall’abusivismo edilizio e dalle discariche, quale luogo migliore, in futuro, può essere una discarica per sversamento di rifiuti tossici se non un’area verde rasa al suolo che non può più fungere come polmone verde della città?

Probabilmente i “signori” criminali, già da tempo, avevano predisposto il proprio progetto di distruzione. E ovviamente, un’area così importante, come il parco del Vesuvio, non è stato mai sorvegliato. Dalla promessa di telecamere e “droni” onnipresenti non si è fatto più niente.

 

Correva l’anno 2015 quando l’ex premier Renzi decise di eliminare il Corpo Forestale e accorparlo a quello dei Carabinieri. Un tempo idoneo per permettere al crimine in corso, in queste ore, sul Vesuvio per essere attuato.

Allora chiediamoci chi sono i veri responsabili di questa catastrofe ambientale. Non è un reato non proteggere la natura? Eppure l’unica forza di polizia specializzata nella prevenzione e repressione degli ecoreati è stata militarizzata in maniera forzata in transito, oggi, nell’Arma dei Carabinieri.

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