Incendio sul Vesuvio: le fiamme hanno la puzza del ricatto

L'incendio è di natura dolosa e su questo non c'è ombra di dubbio. Il Vesuvio brucia ancora e a breve i vertici si riuniranno per indagare sui colpevoli

Sono previsti sviluppi clamorosi nell’inchiesta circagli incendi dolosi che in questi giorni hanno devastato il parco del Vesuvio.

Incendio sul vesuvio

L’intento attuale è quello di non distogliere l’attenzione dall’emergenza. Quando le fiamme saranno completamente debellate, attorno ad un tavolo sederanno il comandante dei carabinieri forestali e i vigili del fuoco per ragionare sull’ovvia natura dolosa di quanto accaduto.

L’ecoreato che si è commesso alle pendici del Vesuvio, e anche sul monte Somma, ha tutte le fattezze di un ricatto, di una pressione, come riporta anche il corrieredelmezzogiorno.it. Per ora i magistrati ai quali è stata assegnata l’inchiesta non fanno trapelare granché ma la linea è sicuramente questa. Troppi inneschi chimici, troppi distanti gli uni dagli altri, attivati da professionisti.

Vincenzo De Luca, presidente della Regione, ha per ora tenuto una riunione nella centrale operativa della Protezione Civile Regionale. Alla riunione hanno partecipato i vertici dei vigili del fuoco e Direzione dei servizi Sanitari. Il Governatore si è inoltre collegato in video conferenza con Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile nazionale:

Nella riunione — ha fatto sapere il governatore — ho ringraziato l’intera struttura della Protezione Civile regionale per lo sforzo straordinario messo in campo sin da sabato scorso in tutti i territori interessati dai roghi e in particolare nell’area del Vesuvio. L’intervento è cominciato infatti sabato notte e dopo una tregua di 24 ore, domenica notte la situazione è diventata critica a causa degli effetti subito devastanti di una decina di contestuali roghi che hanno prodotto, partendo da zone impervie, una linea di fuoco sul Vesuvio lunga due chilometri. <

La struttura della Protezione Civile Regionale ha subito aperto una centrale operativa sul posto, a ridosso del Comune di Ercolano, con l’obiettivo di svolgere controlli e interventi anche notturni. È stata inoltre attivata una vasca per rendere più agevoli e immediati i prelievi di acqua per gli elicotteri in servizio. Si è lavorato per la messa in sicurezza di tutte le aree abitate e dei ristoranti della zona. Sono in azione tre Canadair, altri due sono in arrivo. Ho chiesto al Capo della Protezione Civile nazionale l’invio di un ulteriore aereo in quanto preoccupano i focolai nel territorio di Agerola che rischiano di estendersi

Acciuffare i criminali e farli marcire in galera è l’unica pena adeguata. Ergastoli in quantità industriale visto che hanno ucciso il nostro territorio. Un habitat, come le pinete, che impiegheranno almeno un secolo per risorgere.

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