Posillipo 1940: la funivia nel bel mezzo della città

Anche Napoli ha avuto la sua funivia nel bel mezzo della città: costruita e inaugurata nel 1940 per collegare il quartiere di Posillipo all’area espositiva della Mostra d’Oltremare. Purtroppo questo comodissimo servizio ha attraversato diversi ostacoli nel corso degli anni fino a quando fu chiusa definitivamente nei primi anni ’60.

Posillipo 1940: la funivia nel bel mezzo della città

Cosa offriva la funivia di Posillipo-D’Oltremare?

La funivia collegava il quartiere di Posillipo a quello di Fuorigrotta. Il viaggio durava solo sei minuti e ogni funivia era in grado di trasportare circa 20 persone. Questo gioiellino nel cuore della città fu progettata da Giulio De Luca e costruito dalla ditta meneghina Ceretti e Tanfani, si snodava per un totale di 1629 m di cui 945 in risalita per un dislivello di 104 m con tre piloni di sostegno.

La funivia, composta da due cabine di trasporto, viaggiava alla velocità di 5,5 m/s. La regolarità del servizio era garantito dalla predisposizione delle corse stabilite ogni 20 minuti dalle ore 10:00 alle 24:00, in grado quindi di veicolare circa 175 unità all’ora.

La stazione inferiore, sita sul viale Kennedy (già tratto della strada statale Domiziana), presso l’ex padiglione del “lavoro italiano in Africa”, è costituita da un edifizio in cemento armato a pianta quadrata, mentre la stazione superiore è sita sulla parte terminale di via Manzoni a 400 m dal Ponte della Vittoria, che scavalca discesa Coroglio e permette l’accesso al parco Virgiliano, e ancora oggi è possibile mirare i resti.

Purtroppo la funivia ebbe vita molto breve. Appena inaugurata il 9 maggio del 1940, fu chiusa dopo un mese a causa del Secondo conflitto mondiale, danneggiata dai bombardamenti tedeschi.

Posillipo 1940: la funivia nel bel mezzo della cittàFinita la guerra nel 1950 furono avviati i lavori di ristrutturazione. Nel 1952 l’opera fu completata e la funivia funzionò fino al 1961, anno in cui venne chiusa definitivamente. Furono diverse le cause di chiusura legate dal traffico veicolare e alla vicinanza delle linee ferroviarie agli edifici.

Tuttavia, ancora oggi, è possibile intravederne i resti della funivia, come i piloni che sostenevano la linea. Uno si trova incastonato tra due palazzi nel rione Cavalleggeri e un altro invece è stato trasformato in un ristorante.

Stando alle parole degli esperti la funivia potrebbe essere riattivata grazie alle strutture già esistenti. Potrebbe ridurre i disagi al traffico nella zona della galleria Laziale e non solo. Data la posizione favorirebbe il potenziamento del patrimonio culturale locale grazie alla vicinanza con l’are archeologica della Grotta di Seiano e le spiagge della Gaiola a Marechiaro.

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