La leggenda del ragù napoletano nasce da un “incantesimo”

Il ragù napoletano è stupore, è delizia, è magia! E per questo vi raccontiamo la leggenda, o meglio, l'incantesimo che l'ha creato.

Ah il ragù napoletano… quanti sospiri vi fa fare ogni domenica quando la casa si inebria di quell’odore di cipolla lasciata a cuocere per ore e che ti stuzzica l’appetito? Eppure in pochi conoscono la vera leggenda di questa prelibatezza partenopea.

Già il nome è tutto un mistero e non poteva non avere dei natali più folcloristici di quelli che stiamo per raccontarvi. La storia risale al 1300 quando a Napoli esisteva la cosiddetta Compagnia dei Bianchi di Giustizia. Erano dei confratelli che si assumevano il triste compito di confortare i condannati a morte, disporne funerali e messe di suffragio ed assistere le famiglie. Erano dunque soliti girare per la città invocando “Misericordia e pace”.

La leggenda del ragù napoletano nasce da un miracolo

La leggenda del ragù napoletano nasce da un miracolo

Un giorno la Compagnia giunse presso il Palazzo dell’Imperatore, ancora presente in via dei Tribunali, dimora che fu dell’imperatore di Costantinopoli, Carlo, e della moglie, Maria di Valois, figlia del re Carlo d’Angiò, ma che all’epoca dei Bianchi di Giustizia era abitata da un signore, un giurato amico del popolo. Tutti lo evitavano quando era nelle vicinanze. E un giorno la Compagnia arrivò a convincere tutti i cittadini a rappacificarsi tra di loro e tra i nemici. L’unico che non aderì all’altruistica iniziativa fu proprio questo signore.

I suoi rancori verso tutti erano troppo radicati nella sua anima. Nemmeno il figlio piccolo, appena nato riuscì ad intenerirlo. Un bambino che pare fosse essere prodigio che per convincerlo, dalle braccia della balia, si narra sfilò le mani dalle fasce e urlò “Misericordia e pace.

L’unica cosa che lo intenerì pare fu un piatto cucinato dalla sua sposa che con l’intervento della Provvidenza si tinsero di una salsa color sangue. E pare che proprio questo gesto scongelò quel cuore sempre pronto alla vendetta. Così, da quel momento in poi, non solo il nemico di tutti divenne amico di tutti, ma indossò anche il saio bianco della Compagnia.

Così, la moglie, decise di nuovo di preparare quei buonissimi maccheroni e per “incantesimo” la pasta divenne di nuovo rossa. Quella strana mistura con quell’odore unico e golosissimo, mandò in visibilio l’ex nemico di tutti che decise allora di battezzare quella pietanza come suo figlio, Raù.

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