Piscinola. Sembrano essere sconnessi, fuori dalla realtà, incapaci di percepirla e di comprendere la loro tragica azione e per la quale verranno condannati. Il giorno dopo l’aggressione a Francesco Della Corte, vigilante metronotte, avvenuta il 5 marzo, uno dei ragazzini colpevoli dell’omicidio postò una foto su Facebook, lui in una pizzeria: “Certe emozioni non le potrai mai vivere con chiunque“.

Il 26 gennaio scorso, invece, Ciro aveva pubblicato la foto di una intervista di Armando Izzo, il calciatore di Scampia approdato in Nazionale ma poi finito sotto processo per concorso in associazione camorristica. Quella di Ciro e Armando sono due storie che si assomigliano. Anche Ciro coltivava un sogno, quello di diventare un calciatore e si allenava in fatti nei “Brothers di Chiaiano”. I dirigenti della squadra calcio assicurano della diligenza del giovane eppure qualcosa non andava.

Vigilante ucciso a Piscinola: tre minorenni coinvolti nel delitto

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Il papà di Ciro fa il muratore, esce presto la mattina per andare a lavorare e garantire un futuro migliore al figlio. Il giovane avrebbe dovuto fare anche i provini per squadre di calcio importanti, e invece… è sfumato tutto. Com’è possibile che dietro una storia del genere, apparentemente semplice e comune a tanti altri ragazzi, si nasconda un delitto così atroce? Eppure qualcosa non andava… il 17 novembre, Ciro, sul proprio profilo Facebook, pubblicò la foto di Totò Riina, per commemorare la sua morte, accompagnando all’immagine una didascalia: “riposa in pace”.

Kevin, l’altro giovane che ha partecipato all’aggressione, ha il papà che arrangia come parcheggiatore abusivo ma ha il vizio di bere. La moglie lo aveva lasciato, madre di altri cinque figli cerca di fare il possibile per aiutare tutti. Lava le scale in diversi condomini e riceve un sussidio statale, ma ovviamente questo non basta e più volte ha chiesto aiuto ai servizi sociali.

Il padre di Luigi, invece, cerca di fare quello che può per vivere onestamente. Sbarca il lunario raccogliendo pezzi di ferro in strada per poi rivendere. Il fratello invece ha precedenti per droga e lui stesso ha confessato di aver fumato uno spinello prima di aggredire la guardia giurata.

Da quel che pubblicano sui social tutti e tre sembrano molto legati. È notevole il tempo che passano tutti insieme. Poi, uno di loro, Luigi, ha una fidanzata fissa. La stessa ragazza che è stata interrogata dopo il fermo dei tre giovani. Intercettata poco dopo prima il fermo, come riporta Titti Beneduce sul Corriere della Sera, avrebbe raccontato ad un’amica: “Li hanno presi chissà adesso che succede. Volevo sposarlo, fare un figlio, non lo credevo capace di fare queste cose“.

Il dirigente del commissariato di Scampia, invece, ha raccontato: “Non si sono strappati i capelli per l’accaduto. non si sono pentiti di avere provocato la morte di un bravo padre di famiglia. Uno dei tre, quando ha capito che l’avrebbero rinchiuso, ha abbracciato il padre, preoccupato del fatto che non lo avrebbe rivisto per lungo tempo. Un altro era angosciato, ma solo perché non sapeva se gli avessero consentito di fare la doccia“.

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