La Madonna Bruna o Madonna del Carmine: le origini del culto

A Napoli un altro culto importante quasi quanto quello della liquefazione del sangue di San Gennaro è senza ombra di dubbio quello della Madonna Bruna o Madonna del Carmine.

Napoli non è devota solo a San Gennaro. Il Santo Patrono della città è si la più alta figura di devozione per i partenopei ma ce ne sono altre che attirano le preghiere dei cittadini del capoluogo campano; un esempio è la Madonna del Carmine sita nella Chiesa di piazza Mercato.

La Madonna del Carmelo, se potesse parlare potrebbe testimoniare secoli di storia, dalla dominazione angioina e quella aragonese. Cannonate, guerre e i deretani dei lazzari mostrati ai governatori spagnoli. San Gennaro gode di tutta la sua fama grazie alla liquefazione del suo sangue ma un rito che ancora oggi i napoletani non snobbano è quello messo in atto ogni mercoledì, presso la chiesa della Madonna del Carmelo, una tradizione ancora viva dopo quasi un millennio.

La Madonna Bruna o Madonna del Carmine: le origini del culto

La Madonna Bruna o Madonna del Carmine: le origini del culto

Nel 114 d.C. questa chiesa era solo una piccola cappella dedicata a San Nicola. La ricordiamo come il luogo di culto per i pescatori, almeno fino a quando, dalla Palestina, arrivano i frati Carmelitani, detti così perché fuggivano dal Karm, il monte Carmelo, il “giardino degli Dei” e considerato sacro sia dagli ebrei che dai cristiani. I carmelitani furono costretti a fuggire a causa della minaccia musulmana che volevano cacciare i frati insediatisi sul monte dopo la prima crociata.

Madonna La Bruna

I carmelitani giunsero a Napoli alla fine del II secolo d.C. e diffusero così il culto della Madonna bruna, Santa Maria del Monte Carmelo, poi detta del Carmine e arrivò in tutto il mondo occidentale. La figura che oggi conosciamo della madonna bruna è in realtà post insediamento dei carmelitani: è stata realizzata nel trecento e di stile bizantineggiante.

Il culto della Madonna del Carmine e la grazia divina

La Madonna del Carmine è detta “La Bruna”, in napoletano Mamma Bruna, per via del colore della pelle. All’effige, nel corso dei secoli, sono state attribuite doti taumaturgiche tanto che Federico d’Aragona ordinò che per il 24 giugno (di mercoledì), tutti i malati del regno si recassero alla chiesa del Carmine per implorare la grazia divina sulle loro infermità.

A Napoli è molto comune utilizzare anche l’espressione “Mamm’ d”o Carmene” quando si vuole mostrare stupore o apprensione per un fatto o un episodio particolare o inspiegabile. Attualmente la Madonna del Carmine, nella fede cristiana, viene celebrata il 16 luglio con tanto di festeggiamenti quali l’incendio del Campanile e immancabili fuochi d’artificio che partono dalla struttura “incendiata”.

 

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