Il mistero inspiegabile del miracolo di San Gennaro viene studiato dagli scienziati da anni. È senza ombra di dubbio il “prodigio” più famoso al mondo. Il sangue del Santo Patrono della città di Napoli si trova nel Duomo, in una ampolla, custodito all’interno di una teca.

La reliquia del santo si scioglie tre volte l’anno e la sua particolarità è che da sostanza solida si trasforma in sostanza liquida. I fedeli in questo processo vedono del prodigioso che avviene tre volte l’anno: 16 dicembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio (ricorrenza del trasferimento del corpo del santo da Pozzuoli a Napoli) e il 19 settembre, durante la festa del santo.

Miracolo di San Gennaro, la scienza: Prodigio o trucco chimico?
Reliquiario di San Gennaro nella Cappella del Succorpo

Una spiegazione scientifica per il miracolo di San Gennaro

Il mondo scientifico ha cercato di studiare il fenomeno. Anche la rivista Nature vi ha dedicato un articolo: alcuni studiosi del CICAP, diretti da Luigi Garlaschelli, hanno mostrato di avere ottenuto una sostanza dal colore del sangue utilizzando molisite (minerale presente sul Vesuvio), sale da cucina e carbonato di calcio. Secondo questi studi l’origini del prodigio di San Gennaro deve essere ricercato nelle proprietà tissotropiche della sostanza ricreata, cioè la sua capacità di liquefarsi dallo stato solido se agitata.

È tuttavia questo un prodigio che ha origine antiche. La prima attestazione risale al 1389 quando le conoscenze in campo scientifico non erano paragonabili agli studi effettuati attualmente dagli scienziati. Ad ogni modo l’abate Vincenzo De Gregorio, che da 12 anni maneggia l’ampolla, durante le cerimonie, spiega:

Il comportamento del sangue di San Gennaro però è imprevedibile.A volte si liquefa subito all’uscita dalla cassaforte o addirittura dentro. Davanti a papa Ratzinger ritengo di avere mosso a sufficienza le ampolle, ma il sangue non si è sciolto. Ed era il papa.

La Chiesa Cattolica riconosce il miracolo di San Gennaro?

La Chiesa Cattolica non chiama “miracolo” il prodigio di San Gennaro, nonostante abba approvato (o in qualche modo incoraggiato, vista l’importanza delle celebrazioni) la venerazione popolare.

Miracolo di San Gennaro, la scienza: Prodigio o trucco chimico?

Ma gli scienziati certo non rinunciano a dare una spiegazione a quello che i fedeli chiamano miracolo. Hanno dunque già cercato di infierire dall’esterno sula natura, nel 1902, con una spettometria (lo studio della luce riflessa dal campione, che dipende dalle caratteristiche fisico-chimiche del campione stesso). Per effettuare l’esperimento venne adoperata una candela e uno spettroscopio a prisma il quale rivelò che il fluido contenuto nell’ampolla presentava le bande di assorbimento della luce tipiche dell’emoglobina, sostanza effettivamente contenuta nel sangue. Tuttavia il  fisico francese Michel Mitov, nel libro Matière Sensible, ipotizza che le ampolle contengano spermaceti, grasso ceroso estratto dalla testa dei capodogli, e soluzione d’argilla. Materiali “sensibili” a manipolazioni e temperatura.

Nel 1991 gli autori dello studio pubblicato su Nature proposero di analizzare il contenuto nell’ampolla per verificare se si trattasse veramente di sangue o sostanza tissotropica. Una verifica che non è mai stata condotta sulla reliquia visto che la Chiesa proibisce espressamente l’apertura dell’ampolla sigillata.

Il Furto. Questo evento prodigioso non ha valore, non ha prezzo per i fedeli napoletani e anche per la storia. La reliquia consiste in una teca contenente due ampolle: una riempita della misteriosa sostanza e l’altra semivuota perché Carlo III di Borbone ne sottrasse il contenuto per portarlo in Spagna.

Fonti: Focus.it

Miracolo di San Gennaro: eventi negativi quando il sangue non si è sciolto

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