Pericoloso cancerogeno: allerta per l’additivo E171 utilizzato negli alimenti

L'additivo E171 utilizzato negli alimenti per migliorarne l'aspetto è risultato essere molto pericoloso e cancerogeno.

Pericoloso cancerogeno: allerta per l'additivo E171 utilizzato negli alimenti

L’importante studio è stato pubblicato su “Scientific Reports” e allerta i consumatori per quanto riguarda l’additivo E171 presente in alcuni alimenti e che potrebbe essere deleterio, se assunto, al nostro sistema immunitario e diventare addirittura cancerogeno.

Gli studi non sono applicabili direttamente all’uomo ma l’esperimento condotto sui roditori mettono comunque in guardia rispetto all’utilizzo del biossido di titanio. Quest’ultimo, nell’E171, si presenta sotto forma di polvere cristallina incolore, il biossido di titanio è un additivo molto diffuso, sotto il nome di E171: si trova in cosmetici, dentifrici, creme solari e prodotti farmaceutici, ma anche nelle pitture e nei materiali da costruzione. Nel settore agroalimentare, è presente in alcune caramelle, biscotti, cioccolata e gomme da masticare, come rivelato dall’associazione “Agir pour l’environnement” (“Azione per l’ambiente”).

L’esperimento effettuato sui topi comprendeva una dose giornaliera di 10mg di E171 per ogni chilo di peso (la stessa che secondo Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare o EFSA è quella che mangiamo noi quotidianamente) e per la prima volta, in vivo, hanno osservato l’assorbimento del biossido di titanio nell’intestino e il suo passaggio nel flusso sanguigno e nel fegato. Dalle analisi è risultato che, dopo 100 giorni, 4 topi su 11 del gruppo di ratti trattati con l’E171 avevano sviluppato alcune lesioni preneoplastiche (lesioni che tendenzialmente non sono maligne, ma che possono diventarlo).

Perché viene utilizzato l’additivo E171 negli alimenti?

Tale additivo viene aggiunto agli alimenti per dargli un aspetto migliore: aumentando la brillantezza o mediando l’effetto di altri coloranti. Già dal 2006, secondo quanto scrive Le Monde, il TiO2 è stato classificato come possibile cancerogeno per l’uomo, se inalato. Anche in questo lo caso lo studio evidenziato come l’esposizione cronica “provocchi stadi precoci di cancerogenesi.

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