Il dramma di Salvatore Caliano: “Di lavoro nero si muore”

È morto Salvatore Caliano, per guadagnare 35 euro. A protestare e mostrare la propria solidarietà alla famiglia della vittima è stato allestito un presidio in via Amerigo Vespucci

Il dramma di Salvatore Caliano: "Di lavoro nero si muore"

Di lavoro nero si muore“: è questo lo slogan con il quale ragazzi e ragazze si trovano in questo momento in via Amerigo Vespucci, fuori la sede della direzione territoriale del lavoro, come azione solidale nei confronti della famiglia di Salvatore, il giovane morto a soli 21 anni mentre puliva il lucernario dell’ascensore di un edificio in via Duomo.

Il presidio organizzato dai ragazzi è una forma di protesta e contrasto al mondo del lavoro nero che ogni anno provoca migliaia di morti. Salvatore Caliano era giovanissimo ed è morto per un lavoro da 35 euro.

Come riportato da Il Mattino:

Continueremo ad alzare la voce – spiegano i ragazzi – perché l’unica arma che abbiamo è quella della protesta e dell’opposizione a un sistema che garantisce solo morte e precarietà

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