Bando Eav per 350 impieghi: “richiesti requisiti discriminatori”

Il bando dell'Eav per le assunzioni di 350 lavoratori è già al centro delle polemiche per quanto riguarda i requisiti richiesti per accedere al bando. Il sindacato Usb non resterà a guardare: visto la grave crisi lavoro al Sud ciò che viene richiesto è discriminatorio applicarlo.

A poche ore di distanza dall’annuncio del bando EAV circa l’assunzione di nuovo personale tra diplomati e laureati, si fa sentire il sindacato Usb circa i requisiti discriminatori che avrebbe richiesto l’azienda per assumere i diplomati.

Bando Eav per 350 impieghi: "richiesti requisiti discriminatori"

L’azienda offre contratto full time a tempo indeterminato entro il 2019. Si tratta di un piano di assunzione che è stato ben accolto in Regione ma che sembra realmente discriminare chi in possesso di diploma. Il bando verrà pubblicato sul sito dell’Eav entro il 10 agosto e tra i requisiti riguardano le votazioni minime di diploma 48/60 o di 80/100 ed eventuali patenti richieste per ogni singola mansione.

La condizione della votazione per il dipolona non sono piaciute a Usb Campania che si è fatto sentire attraverso la voce di Adolfo Vallini:

È assolutamente inaccettabile che EAV abbia richiesto tra i requisiti essenziali, ai fini dello svolgimento di una specifica attività lavorativa come, ad esempio, l’Operatore di Esercizio, agente di stazione ed altro, il possesso del diploma di istruzione secondaria superiore di secondo grado con un voto minimo di 80/100. Una causa di esclusione che determinerebbe una disparità di trattamento, una condotta discriminatoria, nella fase di accesso a una nuova occupazione, con caratteristiche e attitudini squisitamente tecnico-pratiche.

Auspichiamo che la ragionevolezza e il buon senso nella determinazione dei requisiti di ammissione non abbiano i connotati della discriminatorietà, vista la grave crisi occupazionale giovanile che attanaglia il paese, in particolare il sud, a causa delle politiche liberticide attuate dai precedenti governi di centro destra e centro sinistra, anche grazie all’introduzione del jobs act e alla cancellazione dell’art. 18.

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