Ylenia Carrisi, nuovi indizi sulla scomparsa: “È viva!”

È una ferita che si riapre ogni volta, soprattutto per Romina Power, che si dice ancora convinta del fatto che la figlia sia ancora in vita. Al Bano Carrisi, il padre, si è invece rassegnato ad una cruda realtà ottenendo nel 2014 la dichiarazione di morte presunta della sua primogenita: Ylenia Carrrisi.

Ylenia Carrisi, nuovi indizi sulla scomparsa: "È viva!"

Tuttavia ancora oggi se ne parla e basta una nuova ipotesi per far si che tutti i giornali ne parlino. A pubblicare la notizia è stato il magazine tedesco Frau Aktuell, il quale in una serie di dichiarazioni ammette che ci sono dei nuovi indizi: “Ylenia Carrisi è viva. Abbiamo nuovi indizi su dove si trovi ma non possiamo fornire ulteriori dettagli, visto che l’indagine è ancora in corso”

Ylenia Carrisi scomparve 25 anni fa a New Orleans. Decise di partire per l’America e viaggiare in solitaria. L’ultimo contatto con la famiglia in Italia fu il 31 dicembre 1993 dopodiché Ylenia sparì.

Durante il suo viaggio conobbe un uomo, un trombettista, Alexander Maakela, che secondo la famiglia di Ylenia fu proprio lui ad allontanarla. Insieme alloggiavano al LeDale Hotel di New Orleans. Quando la giovane figlia di Al Bano Carrisi e Romina Power scomparve lui fu interrogato, ma dichiarò di ignorare dove si trovasse Ylenia. In seguito, l’uomo, fece perdere le sue tracce per sempre. L’ultima volta la 23enne fu vista dalla proprietaria dell’albero il 6 gennaio del 1994. Lasciò i suoi effetti personali in camera per non farvi più rientro.

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Alberto Cordova, guardiano notturno dell’Audubond Aquarium of the Americas, ha dichiarato che la ragazza biondo si sarebbe gettata nel Missisipi il 6 gennaio del 1994, giorno in cui si allontanò dall’albergo e che avrebbe pronunciato la frase “Io appartengo alle acque”. Una frase che anche i genitori confermano la ragazza pronunciasse spesso. Tuttavia i corpi ritrovati nel fiume non provarono mai tale teoria.

Nel 1996, invece, il serial killer Keith Hunter Jesperson, meglio noto come Happy Face Killer, dichiarò di aver ucciso lui Ylenia, ma i test del Dna non confermarono tale teoria. Infine, nel 2011, un altro settimanale tedesco, il Freizeit Revue, pubblicò un’intervista fatta al capo della polizia di New Orleans il quale raccontò che Ylenia Carrisi sarebbe viva e si troverebbe a Sant’Anthony in un convento greco-ortodosso di Phoenix, Arizona.

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