Gigi D’Alessio, laurea honoris per il cantante partenopeo: è polemica

Gigi D'Alessio sempre sotto "attacco" o coinvolto nella polemica: stavolta riguarda l'assegnazione della laurea honoris causa per aver portato nel mondo la canzone napoletana.

Dopo il “mezzo annuncio” di fiori d’arancio alla compagna di Sora, Gigi D’Alessio riceverà un altro riconoscimento: Laurea Honoris Causa per aver portato la canzone napoletana nel mondo. A proporla è stato il conservatorio di Musica di Benevento ma è ovviamente scattata la polemica.

Gigi D'Alessio, laurea honoris per il cantante partenopeo: è polemica

Quella che si definisce la “canzone napoletana”, quella classica, non è certo quella scritta da Gigi D’Alessio. Seppure il riconoscimento lo si voglia elargire sarebbe più giusto parlare di musica napoletana di fine ‘900, quella legata ai neomelodici, termine usato per la prima volta da Peppe Aiello nel 1997, nel libro “Concerto Napoletano“, descrivendo questo nuovo filone musicale sotterraneo che ben si distingue dalla canzone classica napoletana.

A tal proposito Paolo Isotta, critico musicale e musicologo, critica la scelta di questa laurea honoris causa e lo fa attraverso le pagine de Il Fatto Quotidiano:

Il direttore del Conservatorio di Benevento, che parla di “proposta pop”e di un “progetto artistico didattico in cui sarà coinvolto Gigi D’Alessio”, forse sa chi sono Bach e Beethoven; di certo non sa che cos’è la canzone napoletana. La canzone napoletana (su di essa si legga, da ultimo, il meraviglioso libro La canzone napolitana di Roberto De Simone, Einaudi, 2017) ha una storia ottocentesca quanto a compositori: fra i quali sommi come Donizetti, Mercadante e Tosti; storia che continua nel Novecento con autori meno paludati ma sovente geniali.

Sotto il profilo degli interpreti, tocca il vertice con Enrico Caruso, ch’è stato il più grande cantante di tutti i tempi; gli si affiancano dei ragazzini come Beniamino Gigli, Tito Schipa, Mario DelMonaco. Fuor del canto classico, grandissimi interpreti, dei quali il mio preferito è il raffinatissimo Gennaro Pasquariello, da Sergio Bruni a Mario Abbate ad Aurelio Fierro allo stesso Nino Taranto, l’hanno ancora onorata. Credevo, dunque, che la canzone napoletana fosse stata “portata nel mondo”da Caruso, Gigli, Schipa, Del Monaco e Pasquariello; apprendo che l’ha portata questo D’Alessio.

Vi è invece un po’ di confusione da chi sia partita questa idea. Gli internauti sembrano essersela presa con il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che a chiusura del Festival dello Spettacolo, ha dichiarato:

Si è chiusa una straordinaria edizione di Città Spettacolo. Arrivederci alla 40esima edizione. P.S. qualche idiota ha ironizzato sul fatto che io concedessi lauree. Non conoscono la prassi gli idioti. Decide il consiglio accademico su proposta del Rettore e su accettazione del Ministero. Provate ad essere seri una volta tanto. Vi rode il successo di Città Spettacolo. A me piace che piaccia a migliaia di persone. Cancellerò dal mio profilo tutti i cretini che tentano inutili speculazioni politiche

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