Madre Flora De Santis: la devozione per il Volto Santo

La figura tenera di Madre Flora è conosciuta in tutta Napoli. I fedeli partenopei le sono molto legati anche perché a lei si deve la fondazione della Casa del Volto Santo che si erge ai Ponti Rossi, sulla collina di Capodimonte. Madre Flora, così veniva chiamata pur non essendo consacrata, ebbe un’infanzia molto travagliata. Nacque dall’unione di Francesco Romano e Fortuna Dattilo, poi regolarizzata alla morte del marito di lei, affetto da una malattia mentale.

Madre Flora De Santis: la devozione per il Volto Santo

Al secolo Florinda Romano, nacque nel 1889 nel borgo di Sant’Antonio Abate, seconda di quattro figlie, dovette far presto fronte alla povertà della famiglia in un periodo in cui la guerra incalzava, e si adoperò lavorando prima in un lanificio e poi come guantaia. Nel frattempo si occupava anche delle faccende domestiche continuando a fare enormi sacrifici. L’unico suo conforto fu la frequentazione della parrocchia di Santa Maria di Tutti i Santi dove si accostò alla Comunione e alla Confessione.

Nel 1918 però incontrò il commendator Ernesto De Santis, un uomo molto più grande di lei. Madre Flora aveva 19 anni e lui 45. Tuttavia la differenza d’età non sembrò essere un peso per loro. Entrambi si ritrovarono affiatati per devozione e amore nella propria fede cristiana. Inizialmente andarono a vivere a Meta di Sorrento dove continuarono a praticare la loro fede.

Secondo la leggenda un giorno il marito le portò l’immagine del Volto Santo ritagliato dalla rivista cattolica “Crociata Missionaria”, dipinto dalla pittrice Rina Maluta, incorniciandolo. Il 10 febbraio del 1932, un Mercoledì delle Ceneri, mentre Florinda era in casa a pregare e all’età di 33 anni, si sentì improvvisamente chiamare: si girò e le sembrò che l’immaginetta del Volto Santo parlasse e udì: “Flora, guarda questo Volto, tanto offeso ed ingiuriato. Amalo e fallo amare.

Da quel giorno la sua fede si intensificò. Rinunciò ai beni terreni e si prodigò distribuendo largamente e gratuitamente copie dell’immaginetta. Dopo circa un anno, Florinda raccontò al suo confessore, il canonico Gennaro Iaccarino, gli eventi di cui era stata protagonista e ricevette da lui l’autorizzazione a divulgarli nella Pia Unione delle Madri Cristiane di Meta di Sorrento.

Quando poi nel 1938 il marito andò in pensione si trasferirono prima a Casoria e poi a Napoli. La sua devozione le valse il nome di “madre Flora” e tutti si rivolgevano a lei per consigli. Le autorità ecclesiastiche, intanto, vigilavano: il cardinal Alessio Ascalesi, arcivescovo di Napoli, costituì una commissione d’inchiesta che indagasse il culto del Volto Santo e la personalità di madre Flora. I risultati furono sostanzialmente positivi.

Madre Flora si dedicò quindi alla costruzione della Casa del Volto Santo. Per questo progetto fu comprata apposta una villa sulla collina di Capodimonte e qui si potè celebrare l’Eucaristia nelle domeniche e giorni festivi. In una stanzetta attigua alla cappella, invece, riceveva i numerosi fedeli che venivano a farle visita.

Nel 1953 morì il marito. Si dedicò ancora di più ai malati e a chi soffriva. Fece costruire due orfanotrofi a sue spese, ad Aversa e a Brusciano e poi riuscì ad accogliere molti orfani nella villa dei Ponti Rossi con l’aiuto delle suore Piccole Ancelle di Cristo Re. Madre Flora morì il 31 maggio del 1969, all’età di 70 anni, povera, spoglia di tutti gli agi che il marito le aveva donato. Per giorni i fedeli arrivavano alla Casa del Volto Santo per darle l’ultimo saluto e ottennero che il corpo non venisse posto in un cimitero ma tumulato nella cappella, nel luogo in cui aveva offerto il suo aiuto ai sofferenti.

Tuttavia anche la Casa del Volto Santo ha attraversato diverse difficoltà. Il terremoto del 1980 lo danneggiò. Molti benefattori contribuirono a riassestarla dal 1990 e il 1196 si proclamò l’apertura ai fedeli del nuovo tempio e sul lato destro della chiesa è sistemata ancora oggi la tomba di madre Flora. Molti fedeli arrivano da tutta l’Italia e nella parete traforata della struttura lasciano messaggi, confidenze, preghiere di grazia. Sono molti gli ex voto che testimoniano le grazie ottenute grazie alle preghiere rivolte al Volto Santo di Gesù.

Fonti: santiebeati.it

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