Presepe Napoletano patrimonio dell’Unesco come la pizza

L’intera arte, cultura partenopea, sotto diversi punti di vista, dovrebbe essere considerata patrimonio dell’Unesco. E dopo l’arte della pizza napoletana riconosciuta universalmente come patrimonio immateriale dell’umanità, anche al presepe potrebbe toccare la stessa sorte.

L’idea presentata dal consigliere Carmine De Pascale è partita dal Consiglio della Regione Campania che ha approvato la mozione all’unanimità. Il presepe napoletano deriva da un’antica arte artigianale e che a San Gregorio Armeno, ogni anno, attira milioni di turisti. I pastori, le strutture, le piccole sculture, sono create da mani esperti che rendono questi lavori, tramandati ancora di padre in figlio, qualcosa di più unico che raro.

Presepe napoletano: patrimonio antico e personaggi attuali, non solo pastori

Il presepe per i napoletani è il simbolo più importante del Natale ma la fantasia dei partenopei va oltre. Spesso e volentieri gli artigiani, sul presepe, introducono non solo i pastori, ma anche nuovi e attuali personaggi che si trovano al centro del “gossip” sia rosa che legato alla politica.

Storia del presepe napoletano: le prime testimonianze

La storia del presepe napoletano ha radici molto antiche. La prima testimonianza è stata ritrovata in un atto notarile nel 1021, in cui viene citata la chiesa di Santa Maria “ad praesepe“, anche se gli artigiani che nei secoli hanno mantenuto alto l’onore di questa tradizione, risalgono ad un epoca più tarda: al XV secolo.

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