Come arrivare alla Gaiola, “Parco Sommerso” e mare protetto

Ecco come arrivare al parco sommerso della Gaiola con i mezzi pubblici. Una tappa obbligatoria per chi decide di visitare Napoli e le sue meravigliose bellezze

Come arrivare alla Gaiola, un parco sommerso e circondato da tesori e bellezze che non potrete fare a meno di visitare una volta arrivati a Napoli, è semplicissimo. Vogliamo però parlarvi prima di questo luogo incantato, ma anche maledetto, dove il tempo sembra essersi fermato. Il parco si trova in un’Area Marina Protetta che si estende dal Borgo di Marechiaro fino alla Baia dei Trentaremi. Per accedere alla riserva naturale bisogna far riferimento a delle scalette. La Gaiola è caratterizzata da una serie di isolotti circondati dal mare, ovvero il già citato “Parco sommerso” poiché a pochi metri di profondità sono visibili i resti di porticcioli, ninfei, vasche per l’allevamento del pesce che appartenevano alla villa di Vedio Pollione che appunto si estendeva parallelamente sopra la collina.

Come arrivare alla Gaiola in bus

Come arrivare alla Gaiola in bus

Alla Gaiola in metro

Come arrivare alla Gaiola in metro

Alla Gaiola in treno

Come arrivare alla Gaiola in treno

Una volta arrivati sulla spiaggetta bisognerà percorrere delle scale che porteranno all’are marina protetta del Parco Sommerso della Gaiola. Per entrare è indispensabile portare con se un documento di riconoscimento che ne consenta l’accesso. Qui vi troverete sugli scogli al posto della spiaggia e dove potrete ammirare i famosi due isolotti.

Regole di accesso al Parco sommerso della Gaiola

Inoltre ci sono alcune regole da osservare. Per entrare nell’area protetta non è possibile portare con se cibi e/o bevande ed è consentito l’accesso a un massimo di 100 persone insieme.

Le leggende

Le leggende che si raccontano avvolgono nel mistero questo luogo incantato e incontaminato. Storie di fantasmi, magia e alchimia rendono questo posto ancora più affascinante, ecco perché di seguito vi riportiamo alcune di queste magnifiche storie.

I fantasmi della Gaiola dalla donna senza volto al miagolio del gatto