Primato mondiale al Sud: tumore asportato senza operazione chirurgica

È avvenuto nel corso del 2017 il primo caso di asportazione del tumore senza l'utilizzo di bisturi.

È un passo avanti importante quello avvenuto in Italia, precisamente nelle terre del Sud, in Sicilia, a Palermo, dove per la prima volta in tutto il mondo è stato asportato un tumore allo stomaco senza l’aiuto di bisturi ma attraverso una procedura endoscopica.

L’operazione è avvenuta al IRCCS ISMETT siciliano. L’asportazione riguarda un tumore sottomucoso allo stomaco, asportato ad una donna di 51 anni. Per la prima volta i medici sono riusciti ad intervenire senza operare ma ricucendo il foro effettuato durante la procedura di asportazione.

Primato mondiale al Sud: tumore asportato senza operazione chirurgica

Primato mondiale al Sud: tumore asportato senza operazione chirurgica

asportazione del tumore senza operazione. La donna è stata sottoposta ad una gastrectomia cuneiforme. Questo processo ha consentito ai medici di asportare un tratto di tessuto dello stomaco a forma di cuneo e per via endoscopia.

 

Due le principali fasi dell’intervento: resettiva e di sutura

La fase resettiva è stata portata avanti con un elettrobisturi endoscopico miniaturizzato che ha consentito la rimozione della neoformazione e della parete gastrica adiacente – in modo da rendere l’intervento oncologicamente radicale – creando una voluminosa perforazione allo stomaco finora non gestibile endoscopicamente.

La seconda fase, quella di chiusura della parete gastrica è la più innovativa. Grazie ad uno strumento di sutura endoscopica di nuova generazione la parete gastrica è stata richiusa senza necessità di fastidiosi tagli  nella parete addominale e/ o dolorosi tubi di drenaggio.

Sono diversi i vantaggi che si ottengono da questo tipo di intervento non invasivo. In primis riduce il dolore post- operatorio nel paziente, riducendo di conseguenza i tempi di degenza.

L’intervento è stato realizzato dal dottore Antonino Granata e dal dottor Mario Traina. E come riporta il sito ismett.edu: il paziente sottoposto a questa procedura è stato in grado di muoversi subito dopo il risveglio dall’anestesia, di rialimentarsi già dopo 48 ore ed ha potuto lasciare l’ospedale solo dopo tre giorni dall’intervento.

Spiega inoltre il dottore Antonio Granata

È da anni che aspettiamo uno strumento endoscopico efficace per suturare la parete intestinale dall’interno ed oggi è realtà. La tecnica utilizzata in ISMETT è in linea con il moderno approccio terapeutico che prevederà sempre di più in futuro tecniche mini-invasive, come sono quelle endoscopiche, al posto della tradizionale chirurgia. Ciò garantirà al paziente un recupero più veloce e limiterà i rischi correlati alla chirurgia, nonché costituirà un risparmio per la spesa sanitaria.