Maurizio Costanzo: “Fabrizio voleva veder crescere sua figlia”

Anche Maurizio Costanzo racconta del suo cruccio, del fatto che desiderava veder crescere la figlia. Eppure sembra che Fabrizio Frizzi conoscesse dal primo momento il suo destino...

Vien un po’ da pensare che se ne sia andato via il migliore della tv italiana. Su questo sono d’accordo tutti i colleghi di Fabrizio Frizzi. Il conduttore di 60 anni è morto ieri, lasciando la compagna Carlotta e la piccola Stella di soli 5 anni. A ricordarlo anche Maurizio Costanzo:

Ho pensato che per noi e per tutto il pubblico veniva a mancare un parente. Uno di famiglia, un vicino di casa simpatico a cui rivolgerti in un momento di malinconia. Penso a sua figlia di 5 anni, a sua moglie, a quanto ci mancherà. Non ce ne sono tanti così. Era incredibile, affascinante, una persona perbene. In lui giocava la voglia di veder crescere sua figlia, questo lui me lo aveva detto.

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Fabrizio Frizzi: “A mia figlia le parlerò dal primo giorno…”

Tuttavia Fabrizio Frizzi sembrava conoscere il suo inevitabile destino. E ora, alla luce di questa tragica scomparsa, la sua intervista rilasciata a Vanity Fari nel 2013, quando da lì a poco sarebbe nata la sua Stella, risulta molto più chiara:

Per me, l’arrivo di mia figlia è stata una schicchera di entusiasmo e morte. Avremo un tempo condensato. Le parlerò dal primo giorno. Non voglio scopra chi era suo padre dopo che me ne sarò andato. Già da adesso, cerco di fissare ogni attimo. Scrivo. Fotografo.

Era una persona perbene“. Tutti lo ricordano così. Una persona straordinaria e descriverlo, come  ha dichiarato anche Monica Leofreddi “È solo un esercizio di stile” perché lui è stato un uomo dal cuore grande, immenso e accessibile a tutti.

Immenso dolore anche per Giancarlo Magalli. Fabrizio per lui era stato un collega di rete da anni e anche un grande amico:

È stato un colpo durissimo anche se lo sapevamo che non stava bene, anche se lui non voleva che si sapesse. Però che arrivasse così sta coltellata all’improvviso non ce l’aspettavamo. Sono 40 anni di amicizia e lo considero un fratello, quello che mi ha commosso è che lo considerano un fratello un po’ tutti. Anche gli spettatori, la gente, lo considera uno di famiglia e questo vuol dire che ha lavorato bene. So che il suo dispiacere era quello di non far sapere e infatti è riuscito a non far sapere fino alla fine l’entità della sua malattia, perché il suo pensiero era per la moglie e la sua bambina, e insomma adesso il pensiero di noi amici dovrebbe continuare a essere quello: stare vicini a Stella e Carlotta.

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