Come si suol dire “un debutto col botto” per la seconda stagione de “L’Amica Geniale” negli Usa, dal titolo “Storia del nuovo cognome” con il suggestivo titolo in inglese di “My Brilliant Friend: The Story of a New Name”. L’America è entusiasta della nuova serie e il New York Times scrive: “Perfetta da divorare al tempo del Covid 19“.

Quella del NYT però non è l’unica critica positiva. La serie tv diretta da Saverio Costanzo e tratta dai romanzi di Elena Ferrante (e due puntate da A. Rowsdfcelr) ha stregato anche Vanity Fair USA:

La seconda stagione de L’amica geniale ritrae ancora sapientemente le dinamiche sorprendentemente contraddittorie delle amicizie femminili. Ma regala anche momenti incredibilmente drammatici, strabilianti batticuore, battiti di ciglia e colpi di scena. Ci sono tradimenti pazzeschi, delusioni che spezzano il cuore, brutali atti di violenza, serenate musicali di Gino Paoli durante i temporali e colori pastello del Mediterraneo che diventano pop durante la notte

Ammirazione totale per la regia e il cast anche dall’Entertainment Weekly

Bravo Costanzo che ha riempito il cast di volti memorabili. Lo Stefano Carracci di Giovanni Amura è un egoista pieno di sé ma con un volto da bambino e una pettinatura che lo fanno sembrare il più giovane lurido vecchio del mondo. Anna Rita Vitolo infonde alla madre di Lenù una durezza che maschera a malapena il dispiacere

Variety, l’introspettiva giusta ne L’Amica Geniale

Attraverso gli occhi di Elena, guardiamo il mondo come lo vede lei. Proviamo la sua paura, il suo amore, la sua gioia. È questo tipo di meccanismo che rende L’amica geniale una serie lungimirante e insolitamente introspettiva che, partendo dal racconto interiore di due adolescenti, poi donne, fa immergere il pubblico in una cultura specifica che, nonostante tutto, si avverte fin troppo dolorosamente familiare.

Personaggi universali

La presentazione della serie tv negli Usa è avvenuta telefonicamente con internvento di Saverio Costanzo, dalla sua casa di Roma come riporta la Repubblica e in cui spiega, in poche parole, perché tutti amano la Ferrante:

Quando una storia è così specifica, e lo è in modo così coerente, non ha più confini geografici. Il fatto che sia una storia italiana cambia poco, perché questi sono personaggi universali.

Per quanto riguarda la vera identità di Elena Ferrante, Saverio Costanzo racconta di non averla mai incontrata ma che è convinto sia una donna. E quando i giornalisti gli chiedono se il successo di questo romanzo di formazione sia legato al mistero, lui spiega:

Non credo che nessuno potrebbe leggere duemila pagine solo perché incuriosito dall’identità della scrittrice. Il successo de L’amica geniale si spiega solo con la qualità del libro e del racconto. E devo dire che ora che stiamo lavorando alla scrittura della terza stagione, Elena Ferrante non annoia mai, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e da imparare in tutti questi movimenti psicologici interiori e drammaturgici. Per me è un privilegio enorme poter vivere nel suo universo letterario.

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