Coronavirus, in spiaggia: pare sia vietato annegare

Le linee guida per i bagnini, questa estate 2020, sono rigide in materia di "salvataggio" che suonano però per i bagnanti come un "divieto di annegare".

Oggi cade un mito: i baywatcher di tutto il mondo rabbrividiscono davanti alla prescrizione presente nei protocolli sulla balneazione dell’Inail. La notizia sta facendo scalpore e molti quotidiani nazionali additano il documento come assurdo. In pratica i bagnini, che per mestiere salvano vite, non dovranno salvare vite! Sembra quasi un “divieto di annegare“.

Perché sì, nel paragrafo delle “Misure specifiche per i lavoratori” del documento tecnico “sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia”, pare sia vietata la respirazione bocca a bocca tra bagnino e malcapitato sul punto di affogare.

I bagnini potranno valutare il respiro del bagnante solo osservando il suo torace.

In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un DAE utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica.

In pratica è riportato nero su bianco e che bisognerà attenersi alle “raccomandazioni impartite dall’Italian Resuscitation Council (IRC), nonché dall’European Resuscitation Council (ERC)”.

Per la serie… si può morire ma non di coronavirus. Già lo scenario è apocalittico e oltre al beccarsi un coccolone tra le cabine in plexiglass sulla spiaggia, adesso sarà bene evitare anche le nuotate ma abbassarsi in acqua, alzarsi e ritornare nelle barriere/sauna ce ci tengono ben distanti!

Coronavirus, in spiaggia: "Divieto di annegare" ecco le linee guida