Coronavirus, protesta a San Gregorio Armeno: artigiani chiedono aiuti

"Senza aiuti il presepe morirà" ecco cosa si legge su uno dei cartelli di protesta a San Gregorio Armeno, da parte degli artigiani costretti a chiudere a causa del Coronavirus

Chissà cosa direbbe di questa vicenda il Bellavista di Milano, Luciano De Crescenzo, che al presepio napoletano ha dedicato un libro “Gesù è nato a Napoli“. A causa dell’epidemia da Coronavirus la maggior parte delle attività commerciali abbassano la saracinesca. Tra queste quelle secolari, che fanno l’identità di Napoli nel mondo, le botteghe dei maestri presepiali a San Gregorio Armeno.

La seconda parte della Fase 2 è iniziata ma le botteghe non aprono. Ci vuole un aiuto concreto perché la tradizione non vada a fondo e per questo è iniziata, stamattina una protesta. I bottegai si rivolgono a Vincenzo De Luca, l’unico che potrebbe far qualcosa in merito.

Intanto sulla pagina Facebook “Le botteghe di San Gregorio Armeno” ecco pubblicate le foto della protesta e uno dei post esordisce così:

Leggo di tantissimi tifosi della napoletanità, in primis il sindaco, ultimo vicenda Feltri. Ora sta per morire il simbolo per eccellenza della napoletanità: l’artigianato presepiale della strada più famosa al mondo, San Gregorio Armeno, ma non vedo la stessa indignazione per questa vicenda. Perché?