Provvedimento Azzolina: riforma delle graduatorie per insegnare

Mancano 200 insegnanti, la riforma delle graduatori proposte dal ministro dell'Istruzione Azzolina, apre l'insegnamento anche agli studenti.

Una riforma che sta alzando un polverone. La confusione è tanta ma l’azione che si cerca di intraprendere è importante. Siamo ancora in piena fase di emergenza Covid e a rischiare è la formazione e l’educazione della nuova generazione. Il ministro dell’Istruzione Azzolina, ha presentato così un’ordinanza circa la riforma delle graduatorie per l’accesso all’insegnamento a scuola.

Il provvedimento fa riferimento all’insegnamento nelle scuole materne e primarie. Non solo mancano i docenti da assumere, ma anche i precari e di conseguenza i supplenti. La riforma consentirebbe l’accesso all’insegnamento anche agli studenti dal terzo anno di Scienze della Formazione Primaria, abilitati in automatico alle supplenze a partire da Settembre.

Provvedimento Azzolina: ecco la riforma delle graduatorie per insegnare

Sostenitori e detrattore del nuovo provvedimento di Azzolina

La decisione però trova contrario il Consiglio superiore dell’Istruzione, che commenta: “Un altro danno alla didattica“. Un freno al provvedimento visto chee il Consiglio chiede almeno di circoscriverlo agli iscritti almeno al quinto anno. L’emergenza Covid però chiede grandi sacrifici e la messa a disposizione di più docenti. Si trova a favore dell’ordinanza il presidente del coordinamento del Cdl in Scienze della Formazione Primaria, Eugenia Anastasia Maccarone:

In un recente passato si poteva insegnare con un diploma quadriennale. Non capiamo perché ora non dovrebbero fare supplenze studenti che hanno superato un test selettivo all’università, hanno almeno tre anni di formazione pedagogica, didattica, accademica, hanno fatto un’esperienza con il Tirocinio formativo attivo e presto si laureeranno. Non siamo ragazzi inesperti, molti di noi hanno già una laurea, hanno figli e si sono rimessi a studiare per intraprendere l’unico percorso abilitante oggi consentito per l’insegnamento, Scienze della formazione primaria appunto.

La Maccarone dunque sottolinea i punti deboli del Mad, ovvero le “Messe a disposizione” per l’insegnamento:

Con il sistema delle ‘Messe a disposizione’, dove si viene chiamati dopo aver presentato una semplice domanda nelle segreterie delle scuole, in classe si era visto di tutto: architetti, geometri, ragionieri, studenti di qualsiasi corso. Improvvisamente si scoprivano docenti d’infanzia, è questo che ha creato danni alla didattica e agli alunni. Con l’apertura agli universitari di Scienze della formazione finalmente si regolamenterà un sistema che, di fatto, esiste in molte regioni.