1 min di letturaIl regalo di Natale di Pompei: riaffiora un Thermopolium

Riemersi pregevoli affreschi a Pompei, un dono dal valore inestimabile.

Pompei non smette mai di stupirci. Quest’ultimo ritrovamento in condizioni quasi perfette, consente agli archeologici di approfondire lo stile di vita, usanze e tradizioni dei pompeiani al giorno nefasto in cui il Vesuvio distrusse la cittadina romana. Si tratta del termopolio della Regio V ubicato nello slargo all’ incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi. In pratica fa riferimento a un rivenditore di bevande e cibo caldo cucinato al momento. 

Il regalo di Natale di Pompei: riaffiora un Thermopolium
Foto Facebook: Pompeii – Parco Archeologico

L’impianto commerciale era stato già indagato nel 2019 ma ieri è stata resa nota la nuova scoperta: rivenuto l’ultimo braccio del bancone dove sono emerse pregevoli scene di nature morte e rappresentazione di animali. Le raffigurazione, che hanno fattezze tridimensionali, riguardano due anatre germane esposte a testa in giù, un gallo e un cane al guinzaglio che si sono conservate in maniera quasi impeccabile. Intanto il Ministro dei beni e per le attività culturali e turismo, Dario Franceschini, ha dichiarato:

Con un lavoro di squadra, che ha richiesto norme legislative e qualità delle persone, oggi Pompei è indicata nel mondo come un esempio di tutela e gestione, tornando a essere uno dei luoghi più visitati in Italia in cui si fa ricerca, si continua a scavare e si fanno scoperte straordinarie come questa.

Il regalo di Natale di Pompei: riaffiora un Thermopolium
Foto Facebook: Pompeii – Parco Archeologico

Massimo Osanna, Direttore Generale ad interim del Parco Archeologico di Pompei, ha invece dichiarato:

Oltre a trattarsi di una ulterioretestimonianza della vita quotidiana a Pompei, le possibilità di analisi di questo termopolio sono eccezionali, perché per la prima volta si è scavato un simile ambiente per intero ed è stato possibile condurre tutte le analisi che le tecnologie odierne consentono. I materiali rinvenuti  sono stati, infatti,  scavati e studiati sotto ogni aspetto da un team interdisciplinare composto da: antropologo fisico, archeologo, archeobotanico, archeozoologo, geologo, vulcanologo. I materiali saranno ulteriormente analizzati in  laboratorio e  in particolari i resti rinvenuti nei dolia (contenitori in terracotta) del bancone, rappresenteranno dei  dati eccezionali per capire cosa veniva venduto e quale era la dieta alimentare.