Stefano De Martino e la danza: “Non ero straordinario”

Stefano De Martino da ballerino a conduttore. Prima "Made In Sud", poi "Stasera tutto è possibile" e infine "Bar Stella" e la danza che fine ha fatto?

Attraverso la vetrina di Amici di Maria De Filippi, Stefano De Martino è entrato nelle case degli italiani come ballerino e poi per i suoi valzer amorosi nella scuola, in primis con Emma Marrone, e poi il resto è storia recente. La sua relazione con Belen Rodriguez fa ancora tanto rumore e addirittura, di recente, si parla dell’ennesimo riavvicinamento dopo la rottura della showgirl argentina con il suo compagno, Antonino Spinalbese, papà della sua ultima bimba, Luna Marì.

Chi però non si è mai chiesto come mai il napoletano abbia abbandonato la danza a favore della conduzione tv? A raccontarlo è il diretto interessato in un’intervista rilasciata a Vanity Fair qualche tempo fa:

Non ero straordinario e non avevo la grazia di un’étoile. Avevo la professionalità e tenevo tra le dita il mestiere, ma siamo onesti e diciamo la verità: se avessi smesso all’improvviso non se ne sarebbe accorto nessuno.

Ad Amici ci è ritornato come conduttore e poi giudice e in uno dei suoi scontri bonari con la Celentano che era contento che “avesse cambiato percorso”, Stefano De Martino non si è lasciato trascinare più di tanto perché è stata una sua prima ammissione. Ciò non vuol dire che non abbia fatto sacrifici per arrivare ad Amici, ma non rimpiange assolutamente di non essere diventato il prossimo Roberto Bolle.

Nel mio percorso c’è stato sacrificio, desiderio di arrivare a ogni costo e una fame di riuscita che rappresentava un riscatto sociale. Una cosa mi è chiara: il punto non è arrivare a un obiettivo, ma come ci si arriva. Venivo da un’estrazione teatrale e mi sono ritrovato in tv dovendo scardinare, io per primo, un pregiudizio che come tutti i pregiudizi è superficiale e sciocco. Sono diventato noto, ma non famoso anche perché ormai la notorietà te la regalano. Mi interessa la creatività, la scrittura dei programmi. Il processo di costruzione di cui produzione e conduzione sono soltanto gli ultimi passi. Forse i più meccanici dell’intera maratona. È un percorso che ho scelto di intraprendere in modo molto personale e che non so ancora dove mi porterà.