Napoli: Comuni metropolitani in sostituzione delle Municipalità

Napoli divisa in "staterelli"? La proposta di abolire le Municipalità a favore di nuovi Comuni è stata avanzata da Gennaro Capodanno per ottenere un "notevole risparmio economico".

In ottica di “risparmio” è che Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, che propone la suddivisione del territorio partenopeo in 6 diversi comuni, ognuno con un proprio sindaco: “ nuovi Comuni avrebbero una popolazione media variabile tra i 150mila ed i 200mila abitanti e nascerebbero dall’accorpamento degli attuali quartieri, secondo un criterio meramente geografico. Per ognuno dei sei Comuni metropolitani andrebbero eletti 10 consiglieri e un sindaco, coadiuvato da una giunta di due soli assessori“.

Napoli: Comuni metropolitani in sostituzione delle Municipalità
Foto Wikipedia: @Jbribeiro1

Ecco come si prospetterebbe la suddivisione territoriale secondo Gennaro Capodanno:

Il progetto, da me elaborato – precisa Capodanno -, prevede un comune Napoli Ovest, corrispondente al territorio degli attuali quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Soccavo; mentre i quartieri Arenella, Chiaiano e Vomero costituirebbero il Comune Collinare ed i quartieri S. Carlo all’Arena, Stella, S. Lorenzo e Vicaria, il Comune Napoli Centro. I quartieri Chiaia, S. Ferdinando, Posillipo, Avvocata, Montecalvario, S. Giuseppe, Porto, Mercato e Pendino confluirebbero nel Comune Costiero, il Comune Nord riguarderebbe i territori dei quartieri Miano, Piscinola, Marianella, S. Pietro a Patierno, Scampia e Secondigliano ed infine il Comune Est si estenderebbe sui attuali territori di Poggioreale, Zona industriale, Barra, Ponticelli e S. Giovanni a Teduccio.

Insomma dovrebbe essere un grande risparmio economico per i cittadini, infatti sottolinea:

È assurdo che a fronte di 40 consiglieri comunali attribuiti al capoluogo partenopeo si continui a mantenere l’attuale assetto che prevede dieci municipalità con ben 300 consiglieri municipali oltre a 10 presidenti e 30 assessori, tre per ogni municipalità. Un costo eccessivo per la collettività se si considerano anche le strutture ed il personale necessario, oltre agli emolumenti elargiti agli esponenti elettivi e a rimborsi ai datori di lavoro. Sicuramente si tratta di uno spreco da eliminare per le già disastrate casse comunali.

Stando agli ultimi dati conosciuti gli impegni di competenza, per il solo funzionamento, delle municipalità partenopee sono annualmente di circa 450mila euro, mentre per le spese relative alle indennità dei consiglieri risulta un importo di poco meno di due milioni e mezzo di euro che va ad aggiungersi all’oltre un milione di euro per le indennità dei presidenti e degli assessori municipali, per un totale complessivo di circa 4 milioni di euro. Peraltro notoriamente, già da quando furono istituite le ex circoscrizioni, questi organismi del decentramento partecipativo hanno avuto scarso seguito presso le popolazioni amministrate, anche perché prive di reali poteri operativi. Utilizzati, alla bisogna, più come meri organismi consultivi ma sovente ignorati nelle decisioni importanti, assunte a livello centrale.