È morta Wilma De Angelis, cantante, attrice e conduttrice televisiva tra i volti più popolari dello spettacolo italiano del secondo Novecento. Aveva 96 anni ed è scomparsa nel pomeriggio di oggi, domenica 11 ottobre, a Milano. La notizia è stata confermata all’ANSA dal nipote Fabio De Angelis. Nelle prime comunicazioni non sono state indicate le cause della morte. Per molti era rimasta la sorridente «Miss Patatina», soprannome nato dal successo della canzone presentata al Festival di Sanremo del 1961. Per altri era la signora delle ricette in televisione, capace di parlare di cucina con naturalezza molto prima che fornelli e cuochi diventassero protagonisti dei palinsesti. Nella sua lunga carriera ci fu però anche un rapporto importante con Napoli e con la sua canzone.
Dagli esordi nel jazz al Festival di Sanremo
Nata a Milano l’8 aprile 1930, Wilma De Angelis aveva cominciato a cantare giovanissima. Dopo le prime esperienze nel Duo Vocale Vis, nel 1956 intraprese la carriera solista e conquistò a Boario Terme il titolo di «Reginetta italiana del jazz», interpretando classici come Summertime e My Funny Valentine. Il debutto a Sanremo arrivò nel 1959 con Nessuno, presentata insieme a Betty Curtis, e Per tutta la vita. Tornò all’Ariston l’anno seguente con Quando vien la sera, classificatasi al terzo posto nella doppia esecuzione con Joe Sentieri, e con Splende l’arcobaleno.
Nel 1961 arrivò Patatina, scritta da Gianni Meccia e Franco Migliacci. La canzone non raggiunse la finale, ma entrò immediatamente nella memoria popolare, accompagnando Wilma De Angelis per tutto il resto della carriera. Le successive partecipazioni sanremesi portarono brani come I colori della felicità, Lumicini rossi, Non costa niente e Se passerai di qui.
Wilma De Angelis e le canzoni napoletane
Il legame con Napoli nacque subito dopo il suo primo Sanremo. Nel 1959 Wilma De Angelis partecipò alla settima edizione del Festival della Canzone Napoletana interpretando Cerasella, affidata anche alla voce di Gloria Christian. Il brano, scritto da Ugo Pirro ed Enzo Bonagura con la musica di Eros Sciorilli, si classificò al quarto posto, ma il suo successo andò ben oltre il risultato della gara. Raggiunse le prime posizioni della hit parade, venne inciso anche all’estero e ispirò nello stesso anno il film omonimo diretto da Raffaello Matarazzo. Radio Napoli ricorda Cerasella tra le canzoni che, alla fine degli anni Cinquanta, contribuirono a rinnovare la tradizione musicale partenopea.
In quella stessa edizione Wilma De Angelis presentò anche Napule ‘ncopp’ ‘a luna. Tornò al Festival di Napoli nel 1960 con ‘O prufessore ‘e Carulina e S’è avutato ‘o viento, quest’ultima arrivata in finale. Nel 1961 interpretò Serenella e Uh che cielo, mentre nel 1970 tornò ancora una volta alla manifestazione con ‘O cavalluccio russo russo. Per la cantante milanese il napoletano non fu, dunque, una parentesi occasionale, ma un repertorio frequentato in stagioni diverse della sua carriera.
La seconda popolarità con la cucina in televisione
Alla fine degli anni Settanta Wilma De Angelis seppe reinventarsi. Con l’amico e autore Paolo Limiti iniziò a condurre su Telemontecarlo Telemenù, trasmissione quotidiana dedicata alle ricette e alla vita domestica.
Il programma cambiò più volte titolo e formula, diventando negli anni Sale, pepe e… fantasia, La spesa di Wilma, Complimenti allo chef e A pranzo con Wilma. La sua cucina televisiva aveva un tono semplice e familiare: niente competizioni o piatti impossibili, ma ricette spiegate come in una conversazione intorno al tavolo. Continuò a comparire sul piccolo schermo anche negli anni successivi e nel 2011 partecipò al film Femmine contro maschi di Fausto Brizzi. Nel 2024, ormai prossima ai 94 anni, era tornata a cantare dal vivo a Domenica in e a I migliori anni, riproponendo Nessuno, Quando vien la sera e l’immancabile Patatina.
Con Wilma De Angelis scompare una protagonista capace di appartenere a epoche diverse: quella dei festival e dei 45 giri, quella della televisione familiare e infine quella dei social, dove alcune sue esibizioni erano tornate a circolare tra le generazioni più giovani. Napoli la ricorda soprattutto con Cerasella, una canzone vivace e agrodolce che, dopo quasi settant’anni, conserva ancora la sua voce.

