Dolce e Gabbana a Napoli: snobbati dai media nazionali

Com’è giusto che sia, ora, la concentrazione dei media è rivolta alla strage che avvenuta in Puglia, a Bari, dove due treni viaggiando ad alta velocità si sono scontrati provocando 27 vittime e oltre 50 feriti. Il nostro pensiero va a loro.

Dolce e Gabbana Napoli, snobbati dai media

Tuttavia non possiamo girare la faccia dall’altro lato e non notare quanto i media nazionali siano stati assenti durante il grande evento tenutosi a Napoli, per festeggiare i 30 anni di carriera di Dolce & Gabbana. Una festa privata di cui ha parlato il mondo intero, tranne l’Italia.

Come se la televisione pubblica italiana, ovvero la Rai, e le altre emittenti del Belpaese abbiano voluto lanciare un monito: anche se a scegliere Napoli sono stati due nomi tra i più illustri dell’ultimo secolo nella moda italiana, i media girano le spalle e fanno orecchie da mercante come se quasi Dolce&Gabbana abbiano sfidato l’Italia intera scegliendo di far emergere il lato migliore id Napoli.

Di Napoli si parla solo quando c’è da raccontarne male, quando ci sono eventi catastrofici e lunghe indagini per fatti di cronaca che assicurano a tutto lo staff della Rai la pagnotta per giorni, mesi e forse anche anni.

Per questo motivo il noto Movimento Neoborbonico ha deciso di rivolgersi alla Commissione Vigilanza Rai, Roberto Fico, in virtù alla par condicio cercando di fare analizzare la scelta della Rai di monitorare minuto per minuto l’importanza data agli eventi di moda come Pitti a Firenze, la settimana della moda a Milano e soprattutto lo spazio enorme dedicato all’80esimo compleanno di Lino Banfi senza dare il minimo spazio ad un altro grande evento che si è tenuto proprio durante la settimana dei festeggiamenti di Dolce e Gabbana. Si tratta della cittadinanza onoraria che Napoli ha conferito a Sophia Loren, volto di Napoli e dell’Italia nel mondo intero. Giusto qualche accenno da parte del TGR mentre le emittenti nazionali hanno taciuto.

Il dibattito che si è acceso sul web e sui social – scrive il Movimento Neoborbonico su Facebook – dimostra che è sempre più diffusa la sensazione della volontà, da parte dei media pubblici e privati, di associare a Napoli (e al Sud) solo e sempre immagini negative con conseguenze gravi sia sotto l’aspetto culturale che economico-turistico. Se i network privati sono liberi di scegliere la propria linea (e i telespettatori di boicottarli o meno), il servizio pubblico ha il dovere di rispettare e valorizzare tutto il territorio nazionale in maniera adeguata.