2 min di letturaL’Archivio Storico arricchisce la propria essenza e introduce il “Menu Borbonico”

Una grande novità all'Archivio Storico. Il locale vomerese diventa anche ristorante e propone la cucina antica borbonica rivisitata in chiave moderna tenendo fede ad una tradizione culinaria lunga duecento anni.

In maniera delicata ed elegante il noto locale vomerese è riuscito ad unire la tradizionalità della cucina partenopea in sapori raffinati rivisitando le ricetta antiche, se vogliamo tipiche dello street food napoletano, in pietanze leggere senza perdere di vista il sapore della tradizione.

genovese - archivio storico

L’Archivio Storico, sito nel cuore del quartiere Vomero, ha dato inizio ad una nuova era. Mantenendo fede al tema del locale è stato introdotto da qualche settimana il menu borbonico: sia a pranzo che a cena. Gli arredi sposano i sapori di una cucina antica, lunga duecento anni.

Luca Iannuzzi, patron dell’Archivio, imprenditore che ha deciso di investire nella rinascita della cultura borbonica, prima con la realizzazione di questo premium bar e poi nella sua recente evoluzione in ristorante:

Veicolare questo genere di cultura attraverso il cibo – dice – è l’obiettivo che anima l’Archivio Storico dal 2013, anno della sua nascita. Napoli aveva bisogno di una location d’eccellenza, di prestigio, ma alla portata da tutti – continua  – . Un posto che facesse sentire importante chi vi entra. Un locale come l’Archivio Storico.

Ricette antiche come la parmigiana, zuppe, gattò, sartù di riso, genovese, zuffritto, babà sono rivisitate in chiave moderna senza però stravolgerne il gusto. Ed è proprio questo equilibrio che rende unici e piacevoli i piatti di Roberto Lepre, chef dell’Archivio.

L’atmosfera è quella da club tipica dei locali esclusivi delle capitali europee, la cucina tradizionale ma rivisitata in chiave contemporanea. Gli ingredienti utilizzati sono prodotti naturali;  completamente banditi i semilavorati . Ogni mese viene proposto un “temporary dish” che resta in carta solo per 30 giorni. Le ricette dei monzù sono state attualizzate dallo chef Roberto Lepre sia nel processo produttivo di manipolazione degli ingredienti sia in ottemperanza alle attuali norme HACCP.

 

Ad esempio gli “uermiculi aglio e uoglie” (ovvero gli “spaghetti aglio e olio), la cui ricetta fu descritta nel trattato “Cucina Teorico Pratica” di Ippolito Cavalcanti (1837), appellati anche come “Vermicelli alla Borbonica” perché furono il piatto d’eccellenza per l’utilizzo della forchetta a quattro rebbi inventata dal ciambellano di Ferdinando IV di Borbone per raccogliere e gustare la pasta “aglio e uoglie”, sono reinterpretati da Roberto Lepre come “Spaghetti aglio, olio e peperoncino, battuto di dentice al limone e clorofilla di prezzemolo a velo”. Ancora, i Polipetti alla Luciana, un piatto di origini antichissime, così chiamato perché una volta i polpi erano pescati dai pescatori del Borgo Marinari di Santa Lucia e cucinati seguendo un procedimento molto particolare (ovvero venivano tagliati a pezzi grossolani e cotti lentamente nel loro liquido in una casseruola di terracotta, senza mai aggiungere acqua né aprire il coperchio), nel menù dell’Archivio si trasformano in “Moscardini alla Luciana, cracker croccante del suo nero su spuma di ceci di Cicerale”. Tra le proposte del ristorante non potevano ovviamente mancare altri piatti cult della cucina napoletana, come la parmigiana, la genovese, il sartù, il soffritto…  E, dulcis in fundo, il babà, protagonista indiscusso della pasticceria napoletana,  oggi presentato ai “commensali” dell’Archivio Storico in una nuova versione – arricchita con crema alla vaniglia bourbon e amarena – che prende il nome di “Lazzarone” (così come veniva appellato il re Ferdinando IV).

Inizia davvero una nuova era per il locale vomerese. Prossimamente sarà aperta la caffetteria dell’Archivio Storico , dove si potranno acquistare e degustare sul posto i dolci  dell’epoca borbonica. Dolci che sono già pronti per essere spediti in tutto il mondo:  l’imprenditore Luca Iannuzzi  ha già pronto il progetto di una filiera produttiva che consentirà ai piatti della cucina borbonica di valicare i confini campani e, perché no, italiani.

Ma le novità non finiscono qui. A breve in altri quartieri della città apriranno i battenti “Estratti di trattoria Borbonica“, locali che proporranno solo piatti borbonici rivisitati.

Dove e Quando?
Via Alessandro Scarlatti, 30, 80129 Napoli NA
Telefono: +39 081 1932 1922