Gomorra 3, la serie: perché Genny non uccide mai Ciro?

C'è una ragione profonda e il disagio dell'inadeguatezza di Genny Esposito che non lo spinge ad uccidere Ciro Di Marzio, tutt'altro che nemici!

Gomorra 3, la serie: perché Genny non uccide mai Ciro?Stasera su Sky Atlantic andranno in onda altre due puntate della serie tv “Gomorra 3”. Sono stati tanti i colpi di scena durante la seconda stagione e in questa terza serie tutti i fan vogliono capire una cosa. Perché Genny Savastano (interpretato da Salvatore Esposito) dà una mano a Ciro Di Marzio (Marco D’amore) per eliminare suo padre, Don Pietro, visto che proprio il suo amico, il suo alleato, aveva ucciso la madre, donna Imma?

È presto detto e a spiegarlo nel dettaglio è stato proprio l’attore, il diretto interessato, Salvatore Esposito:

Genny non ha ammazzato Ciro a causa di suo padre, don Pietro, e di sua madre, donna Imma. Lui è cresciuto in una famiglia camorristica dove quello che conta è il potere. Il padre lo ha allevato per comandare, ma in realtà non ha mai avuto fiducia in lui. Il principale nemico di Genny non è Ciro, ma Pietro Savastano. E, infatti, Genny sarà il mandante dell’omicidio di suo padre

Gomorra 3, la serie: perché Genny non uccide mai Ciro?

Salvatore continua sulle pagine del corriere.it:

La madre ha spedito Genny, quasi ancora bambino, in Honduras, pronta a sacrificarne la vita, cosa altamente probabile, anzi quasi certa in quella giungla, pur di diventare lei la boss. In Honduras, Genny è cambiato, ha capito che se per i suoi genitori lui era sacrificabile, allora anche loro erano sacrificabili per lui. Donna Imma per Genny – continua Salvatore Esposito – era ormai un peso. Ciro glielo ha levato. Anche questa volta il suo principale nemico non era Ciro, diventato quasi un alleato, ma la sua stessa madre. Genny è stato costretto dai genitori a fare ciò che non voleva fare (non era nato per comandare lui, lo hanno forzato). Questo lo ha selezionato darwinianamente: è diventato sempre più cattivo, più forte, una bestia assassina senza pietà nemmeno per i suoi genitori