Italia: riscatto laurea gratis per i nati dal 1980 al 2000

Il riscatto di laurea converte gli anni di laurea in anni di contributi, quindi questo sarà utile ai fini pensionistici. Ciò permetterà di andare in pensione prima. Per richiederlo, bisogna aver conseguito effettivamente il diploma.

Le ultime novità sul riscatto laurea vengono dal sottosegretario dell’economia Pier Paolo Baretta che, durante il corso del Forum sulla previdenza, ha comunicato che probabilmente sarà possibile riscattarli gratuitamente per i nati tra il 1980 e il 2000.

Rendere questa manovra retroattiva richiederebbe una copertura finanziaria eccessiva. L’accesso a questa importante possibilità sarà aperto soltanto per i laureati nei giusti tempi (dunque esclusi i fuori corso, ndr). I fuori corso quindi non saranno ammessi.

Italia: riscatto laurea gratis per i nati dal 1980 al 2000

Da ricordare che nel 2008 è stata introdotta una norma che permette di ottenere il riscatto laurea a basso costo, se non si ha ancora lo status di lavoratore. Il riscatto verrà pagato dai genitori non avendo lo studente il reddito necessario. L’Inps, in questo caso, si affida al reddito minimale che è di 15.548 €. L’intero importo può essere suddiviso in 120 rate mensili. Spiega Andrea Bassi sul Messaggero:

L’idea è anche quella di provare a ragionare su una misura che sia in qualche modo anche retroattiva, ossia copra chi, essendo nato dopo il 1980, ha già conseguito una laurea senza uscire fuori corso. Si tratta di una contribuzione gratuita fissa per gli studenti universitari che completano, entro la durata legale, il proprio percorso di studi. I pilastri sarebbero due: il primo è che a beneficiare del riscatto gratuito, saranno soltanto i nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti Millenials”. Al ministero si sono accorti insomma che chi ha carriere discontinue rischia di non riuscire ad avere una pensione dignitosa alla fine del suo percorso di lavoro. “Il secondo è che lo Stato verserà i contributi figurativi all’Inps solo per quei Millenials che avranno finito gli studi universitari nei tempi stabiliti. I fuori corso, insomma, non potranno avere accesso all’agevolazione”. Non si sa ancora quanto questo costerà alle casse dello Stato. Ma la proposta è sul tavolo e al Tesoro stanno già facendo i conti. La proposta, lascia trapelare il Messaggero, potrebbe essere “meno onerosa degli altri progetti che sono sul tavolo

Fonte: docenti.com