La Campania entra in una nuova fase di caldo intenso e questa volta il termometro racconta soltanto una parte del problema. Dalle 8 di oggi, giovedì 27 agosto, fino alle 20 di domenica 30 agosto, è in vigore l’avviso della Protezione Civile regionale per ondate di calore nei comuni classificati a rischio moderato ed elevato. Le temperature potranno superare di 6-7 gradi le medie stagionali, con la fase più difficile attesa venerdì 28 agosto. Le previsioni meteorologiche indicano per il Sud valori localmente superiori ai 40 gradi, con possibili punte di 41-42 gradi anche in Campania. Lungo le coste, nelle ore serali e notturne, all’afa si aggiungerà un’umidità che potrà superare il 60-70%, soprattutto in condizioni di scarsa ventilazione.
A Napoli l’attenzione si sposta inevitabilmente anche sugli ospedali. Al Cardarelli, nell’ultima settimana, il Pronto soccorso ha registrato oltre 1.500 accessi, con una media di 217 pazienti al giorno e un incremento del 10% rispetto alla media annuale del 2025. Il momento di maggiore pressione è arrivato lunedì 24 agosto, quando in una sola giornata sono stati assistiti 256 pazienti. Secondo quanto comunicato dall’azienda ospedaliera, sull’aumento stanno incidendo anche le conseguenze delle alte temperature, in particolare tra anziani e persone fragili: disidratazione e alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico possono infatti aggravare patologie già presenti e rendere necessario il ricorso alle cure.
Napoli, cosa significa l’allerta caldo
I diversi bollettini possono creare qualche confusione. L’avviso della Protezione Civile della Campania riguarda una criticità regionale per ondate di calore e resta valido fino a domenica sera; il bollettino sanitario sulle ondate di calore, invece, attribuisce alle singole città un livello di rischio giornaliero. Per Napoli, dunque, il livello indicato per oggi non contraddice l’avviso regionale: si tratta di due strumenti differenti, costruiti con criteri e finalità diverse.
La raccomandazione della Protezione Civile è soprattutto quella di evitare di uscire nelle ore più calde, ridurre l’esposizione diretta al sole e le attività fisiche all’aperto e, quando possibile, limitare anche gli spostamenti in automobile. Gli ambienti domestici devono essere arieggiati correttamente e l’idratazione mantenuta durante tutta la giornata, senza aspettare necessariamente di avvertire sete. Una particolare attenzione è richiesta per anziani, bambini, cardiopatici e persone con condizioni di fragilità, ma anche per gli animali domestici. Le amministrazioni locali sono state invitate a mantenere attive le procedure di vigilanza dedicate alle fasce più vulnerabili.
Il caldo che non finisce quando tramonta il sole
La parte più insidiosa di questa nuova ondata potrebbe essere proprio quella che arriva dopo il tramonto. L’elevata umidità prevista lungo la costa e la scarsa ventilazione riducono infatti il sollievo delle ore notturne, soprattutto nelle aree urbane dove edifici e asfalto rilasciano lentamente il calore accumulato durante il giorno. Per Napoli significa affrontare non soltanto massime molto alte, ma una sequenza di giornate nelle quali il recupero notturno può diventare più difficile.
Ed è questo che i numeri del Cardarelli rendono meno astratto. Un’ondata di calore non coincide soltanto con il valore che compare sull’app del telefono: diventa un problema sanitario quando incontra una popolazione anziana, patologie croniche, case che faticano a raffreddarsi e un sistema di emergenza che deve assorbire più richieste contemporaneamente. Con il picco atteso nelle prossime ore e l’avviso regionale esteso fino a domenica, la raccomandazione è quindi semplice: il caldo di questi giorni non va soltanto sopportato, va gestito.

