A Napoli certi cognomi non entrano mai in una stanza da soli. Scarpetta è uno di quelli: si porta dietro teatro, palcoscenici, famiglie d’arte e più di un secolo di memoria. Adesso quel nome arriva dentro una delle produzioni cinematografiche più ambiziose degli ultimi anni. Eduardo Scarpetta, classe 1993, interpreterà San Paolo in “The Resurrection of the Christ” di Mel Gibson, il seguito de “La Passione di Cristo”. Un ruolo enorme, non soltanto per il peso del personaggio nella storia del cristianesimo, ma per la dimensione internazionale del progetto che lo vede accanto a un cast nel quale figurano, tra gli altri, Jaakko Ohtonen, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Pier Luigi Pasino e Rupert Everett.
Scarpetta non arriva a questo appuntamento per diritto di cognome. Negli ultimi anni ha costruito un percorso molto personale, passando da “L’amica geniale” a “Carosello Carosone“, da “Qui rido io” di Mario Martone a “La legge di Lidia Poët” e “Storia della mia famiglia”, fino al David di Donatello conquistato come attore non protagonista. Il cinema italiano lo aveva già riconosciuto; Mel Gibson gli ha affidato adesso un personaggio che richiede di attraversare età, trasformazioni e una materia narrativa molto più grande del singolo ruolo. Scarpetta ha raccontato di aver lavorato anche con il trucco prostetico per interpretare Paolo negli anni più avanzati della vita e ha descritto Gibson come un regista estremamente preciso, capace di indicare all’attore ciò che gli serve senza soffocarne il lavoro.
Le riprese del film si sono concluse dopo 134 giorni di lavorazione tra Roma, Bari, Ginosa, Craco, Brindisi e Matera. Lionsgate e Icon Productions hanno trasformato il progetto in due film: “The Resurrection of the Christ: Part One” uscirà il 6 maggio 2027, mentre la seconda parte è prevista per il 25 maggio 2028. Scarpetta ha già potuto vedere alcuni minuti del materiale girato e ha raccontato di esserne rimasto profondamente colpito. È il passaggio forse più netto della sua carriera: da un cinema e una televisione fortemente legati all’Italia a una produzione destinata a un pubblico mondiale.
Eppure, dentro questa storia internazionale, Napoli resta difficile da togliere dall’inquadratura. Eduardo è figlio di Mario Scarpetta e discende dalla famiglia che ha dato al teatro napoletano uno dei suoi cognomi fondamentali. Sarebbe facile fermarsi alla dinastia; sarebbe anche ingiusto. Perché la parte più interessante è vedere un giovane attore partire da quella eredità senza restarne prigioniero, fino a ritrovarsi sul set di Mel Gibson nei panni di San Paolo. A Napoli si dice spesso che i figli devono trovare la propria strada. Qualche volta succede che quella strada cominci dietro un sipario e, dopo parecchi chilometri, finisca davanti a tre cineprese di Hollywood.

