Salvo D’Acquisto, l’eroe che liberò 22 innocenti

Salvo D'Acquisto, l'eroe napoletano che dovrebbe essere sempre ricordato e non solo dai napoletani o dai cittadini di Torreimpietra.

Salvo D’Acquisto incarna la figura del carabiniere eroe o anche un angelo perché siamo sicuri si sarebbe sacrificato anche se non avesse indossato la divisa. Sia chiama altruismo, amore per il prossimo e anche se può sembrare paradossale: rispetto per la vita, perché la vita di ogni uomo è preziosa. Durante l’occupazione nazista molti giovani del Sud si arruolarono immolandosi per la patria. Molti si sacrificarono ma il sacrificio di Salvo D’Acquisto è scolpito nei cuori di tutti gli italiani. Sulla sua vicenda sono stati girate diversi film, il primo con Massimo Ranieri e il secondo, più recente, con Beppe Fiorello che vi consiglio di vedere perché vi forniranno l’idea di quell’emozione altruistica dei 20 anni.

Salvo D’Acquisto nacque nel 1920 ad Antignano, quartiere Vomero e da una famiglia di umili origini e discendenza siciliana. Cresciuto nel quartiere dell’alta borghesia, non si è mai lasciato trascinare dalle tinte dorate di quel mondo anche se ha frequentato il liceo classico Giambattista Vico nel pieno della belle epoque frequentò anche il conservatorio. Un’anima che amava le arti e la delicatezza e che presto si arruolò come carabiniere nel 1939 per combattere come carabiniere. L’Italia non era ancora entrata in guerra all’epoca ma Mussolini faceva fatica a evitare l’inevitabile. Spedito come volontario a Tripolitania, una guerra sanguinosa per gli italiani, D’Acquisto si ammalò di malaria e dunque rimpatriato in Italia dopo aver comunque combattuto con coraggio.

Salvo D'Acquisto
Foto Wikipedia – Salvo D’Acquisto – 15 ottobre 1920 (Napoli) – 23 settembre 1943 (Fiumicino)

Lo spirito di Salvo D’Acquisto guidato dal desiderio di pace

Durante i mesi di convalescenza, a 21 anni, mentre il mondo si trovava sotto attacco, studiò per diventare vicebrigadiere. Appena dimesso desideroso di tornare al fronte, un incarico però lo volle Torrimpietra, nella provincia romana. Un ambiente molto più tranquillo ma evidentemente al quale era destinato. In una lettera ai genitori scrisse: “Voglio che in futuro le relazioni fra paesi siano guidate da uno spirito di pace e giustizia sociale“. Queste parole racchiudono tutto il suo spirito e quello che sarebbe stata la sua strada.

Mentre l’Italia era divisa tra i fascisti di Salò al Nord e gli Americani al Sud, non distante da Fiumicino, Roma, esplose un deposito della Guardia Di Finanze in cui morirono due tedeschi che erano lì per un’ispezione. La legge immonda dei tedeschi era questa: per ogni tedesco morto a compensare avrebbero dovuto morire 10 italiani innocenti. In quel caso i tedeschi vittime dell’esplosione furono due e avrebbero dovuto uccidere 22 persone del paesino di Torreinpietra. Salvo D’Acquisto cercò invano gli attentatori per salvare la vita degli abitanti altrimenti avrebbero dovuto subire la punizione dei tedeschi come gesto esemplare di sottomissione. In realtà fu solo un’incidente, ma l’ufficiale delle SS fu irremovibile, avrebbero dovuto morire gli innocenti.

I tedeschi non gli accordarono una morte dignitosa

I tedeschi imprigionarono 22 paesani dai 13 ai 50 anni per essere fucilati l’alba del giorno dopo. Salvo D’Acquisto non potè sopportare di assistere alla morte di 22 persone senza colpa. Si fece avanti, si sacrificò per loro nonostante l’ufficiale nazista era consapevole che non si trattò di un attentato e non gli accordò nemmeno una morte dignitosa. Prima di essere fucilato, il vicebrigadiere fu maltrattato, picchiato e i militari gli sputarono anche addosso prendendosi gioco di lui. Secondo i testimoni Salvo D’Acquisto non proferì parola durante il pestaggio e mantenne la sua integrità fino all’ultima pallottola.

Tomba di Salvo D'Acquisto
Tomba di Salvo D’Acquisto

Oggi a Napoli, in piazza Carità, campeggia un monumento alla memoria e in suo onore. Si dice che fino un ventennio fa, quando la madre era ancora in vita, si recava ogni giorno per portare i fiori dinanzi al monumento (recentemente restaurato). Oggi le spoglie di Salvo D’Acquisto sono custodite nella Basilica di Santa Chiara, in via Benedetto Croce, dove si legge: “Vice brigradiere dei carabinieri, medagla d’oro al valor militare”.