L’Università degli studi di Napoli Federico II si conferma tra i grandi poli italiani della ricerca. Secondo i dati pubblicati da Research.com per il 2025/2026, l’ateneo napoletano entra nella top five nazionale in diversi settori strategici, con risultati particolarmente forti in Plant Science and Agronomy, Engineering and Technology e Chemistry. Numeri che restituiscono l’immagine di un’università capace di competere non solo nella didattica, ma soprattutto nella produzione scientifica e nell’impatto della ricerca.

Il risultato più alto arriva dall’area agraria: in Plant Science and Agronomy la Federico II è indicata al primo posto in Italia e al 41esimo nel mondo. In Engineering and Technology l’ateneo si colloca al secondo posto nazionale, mentre in Chemistry raggiunge la quinta posizione in Italia, con 40 studiosi censiti e un forte peso bibliometrico. La classifica prende in considerazione indicatori legati a pubblicazioni, citazioni e D-index disciplinare, cioè l’impatto scientifico dei ricercatori nei singoli ambiti di studio.
Per Napoli è un riconoscimento che pesa, perché sposta ancora una volta il racconto della città sul terreno della competenza, dell’innovazione e della ricerca internazionale. Dopo i buoni risultati registrati anche nel QS World University Rankings by Subject, che aveva segnalato la Federico II tra le università presenti nella fascia delle migliori al mondo in più discipline, il nuovo dato rafforza il ruolo dell’ateneo come infrastruttura scientifica del Mezzogiorno. Agraria, ingegneria e chimica diventano così tre direttrici di un primato che parla di laboratori, ricerca applicata, trasferimento tecnologico e capacità di formare conoscenza in una città che continua a produrre eccellenza.
