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Napoli, tre barche in verticale a piazza Municipio: inaugurata Voyageur

L'opera di Ibrahim Mahama, alta fino a otto metri, mette in dialogo il Ghana e il Mediterraneo. Resterà davanti a Palazzo San Giacomo fino al 18 novembre

NAPOLI – Hanno la forma delle barche, ma invece di galleggiare si alzano verso il cielo. Le tre imbarcazioni in legno di Voyageur sono ormai visibili al centro di piazza Municipio, davanti alla facciata di Palazzo San Giacomo e a pochi passi dal porto. Su una bassa piattaforma grigia, i tre scafi di legno scuro si presentano con altezze e profili differenti. Quello centrale è il più imponente e termina con una punta sottile; sulla destra si alza una seconda sagoma più stretta, mentre l’imbarcazione collocata sul lato opposto lascia vedere parte della struttura interna, con le traverse e l’ossatura dello scafo. Da lontano possono sembrare prue, vele oppure grandi totem piantati nella piazza. Avvicinandosi, invece, tornano riconoscibili le forme delle imbarcazioni e la lavorazione del legno.

Napoli, tre barche in verticale a piazza Municipio: inaugurata Voyageur
Facebook, immagine dal video di: @umberto.romano.346

Tre barche alte fino a otto metri

Voyageur è la nuova installazione di arte pubblica realizzata dall’artista ghanese Ibrahim Mahama e curata da Vincenzo Trione nell’ambito del programma Napoli Contemporanea 2026. Le tre barche misurano rispettivamente circa cinque, sette e otto metri. Sono state costruite seguendo modelli e tecniche tradizionali del Ghana e concepite espressamente per piazza Municipio. Non si tratta, dunque, di relitti recuperati in mare o di imbarcazioni realmente utilizzate per le traversate dei migranti. La scheda ufficiale del Comune di Napoli precisa che le opere sono state realizzate appositamente per questo progetto. L’inaugurazione si è svolta alla presenza dell’artista, del sindaco Gaetano Manfredi e del curatore Vincenzo Trione, con un intervento musicale di Enzo Avitabile, come documentato da Repubblica Napoli.

Il significato di Voyageur

Il titolo, che in francese significa “viaggiatore”, introduce immediatamente il tema centrale dell’opera. Le barche restano immobili sulla terraferma, ma continuano a richiamare l’idea della partenza, dell’attraversamento e della ricerca di un altro luogo. L’installazione mette simbolicamente in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo. Attraverso le tre imbarcazioni, Mahama affronta i temi delle migrazioni, del lavoro, della circolazione delle merci, degli scambi culturali e delle trasformazioni provocate dal movimento delle persone.

La scelta di piazza Municipio non è quindi casuale. Alle spalle delle barche c’è Palazzo San Giacomo, davanti si apre la città e poco più in là si trova il porto. Come osserva Il Giornale dell’Arte, la posizione porta dentro l’opera una geografia concreta fatta di viaggi, commercio, turismo, lavoro e migrazioni. La collocazione coincide inoltre con i giorni delle regate preliminari dell’America’s Cup. Da una parte ci sono le imbarcazioni sportive, la tecnologia e la competizione internazionale; dall’altra tre barche realizzate secondo tecniche tradizionali africane. Due modi molto diversi di attraversare lo stesso mare.

Chi è Ibrahim Mahama

Nato nel 1987 a Tamale, in Ghana, Ibrahim Mahama è uno degli artisti africani più conosciuti sulla scena contemporanea internazionale. Nelle sue opere utilizza spesso materiali legati al lavoro e al commercio, come sacchi di juta, legname, frammenti industriali e oggetti già consumati dall’uso. Ha partecipato alla Biennale di Venezia e a Documenta 14 ed è stato protagonista di progetti al Centre Pompidou. In Ghana ha fondato diversi centri dedicati alla produzione culturale e alla formazione artistica, tra i quali il Savannah Centre for Contemporary Art e il Red Clay Studio.

Le tre installazioni che hanno preceduto Voyageur

Con Voyageur prosegue la serie di grandi opere temporanee che, dal 2023, cambiano periodicamente il volto di piazza Municipio.

La prima fu la Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto, distrutta da un incendio doloso e successivamente ricostruita. Nel 2024 arrivò Tu si ‘na cosa grande di Gaetano Pesce, la monumentale reinterpretazione dell’abito di Pulcinella che provocò commenti e ironie per la sua forma. Nel 2025 fu invece esposta Silent Hortense di Jaume Plensa. I titoli delle tre opere precedenti sono riportati anche nel programma ufficiale di Napoli Contemporanea. La ricostruzione della Venere degli Stracci e il dibattito nato attorno all’opera di Pesce sono stati raccontati anche da Reuters in due distinti approfondimenti. Rispetto alle installazioni precedenti, Mahama non porta in piazza una sola figura monumentale. Affida il proprio messaggio a tre presenze separate, ferme sulla terra ma rivolte idealmente verso il mare.

Fino a quando resteranno le barche

Voyageur resterà esposta in piazza Municipio fino al 18 novembre 2026. Essendo collocata in uno spazio pubblico, l’installazione può essere osservata liberamente e senza biglietto.

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