Lina Wertmüller, addio alla regista che amava Napoli

Addio a Lina Wertmüller, la regista che amava Napoli: "Amo Napoli. È molto più che una città. È speciale. Una perla antica".

Addio a Lina Wertmüller. Aveva 93 anni la regista da primato: sì, perché è stata la prima donna essere candidata come miglior regista agli oscar. Amata in tutto il mondo, anche negli States con la sua prolifera collaborazione con Giancarlo Giannini, è particolarmente adorata a Napoli per una serie di successi. In primis grazie al film “Io speriamo che me la cavo“, tratto dai romanzi del maestro Marcello D’Orta, che ha saputo racchiudere tutta la poesia dolce e feroce di una Napoli a cavallo tra gli anni ’80/’90 paradossalmente degradata e “felice”. Un film comico e tragico che trasporta il maestro (interpretato da uno strepitoso Paolo Villaggio) in quell’inferno che si trasforma in paradiso. È un semplice esempio di quanto questa città possa diventare invivibile ma che non puoi fare a meno di amarla.

Ma questo non è l’unico film di Lina Wertmüller ambientato nella città partenopea. Irriverente e strepitoso anche “Ferdinando e Carolina“, ambientato nel Secolo dei Lumi ma alla maniera pittoresca e partenopea, anche grottesca, soprattutto grazie alla mano del regista Raffaele La Capria. Ancora “Sabato Domenica e Lunedì” trasposizione cinematografica della commedia interpretata e scritta da Eduardo De Filippo nel 1959. Per questo film la Wertmüller ingaggiò un cast d’eccezione: Sophia Loren, Luca De Filippo e Luciano De Crescenzo, quest’ultimo suo grande amico e con il quale condivideva il suo amore per la città di Napoli. La regista infatti era solita dire: “Amo Napoli. È molto più che una città. È speciale. Una perla antica”.

Lina Wertmüller, addio alla regista che amava Napoli
Foto Wikipedia: Augusto Aulenta