A Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, una 43enne ha denunciato ai carabinieri di aver trovato un’altra salma nel loculo acquistato anni prima. Mancava dal cimitero da circa un anno. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Torre Annunziata. Sulla lapide comparivano i dati di una donna nata nel 1938 e morta il 4 dicembre 2025. I militari hanno già acquisito documenti dell’archivio cimiteriale, come riferisce TorreSette.
La concessione e la modifica a penna riferita dalla famiglia
Un ulteriore elemento emerge dalla ricostruzione pubblicata da Metropolis il 2 novembre. Secondo il quotidiano, la donna era arrivata al cimitero insieme alla madre e aveva chiesto spiegazioni agli uffici dopo aver notato un nome diverso sulla sepoltura di famiglia. Il giornale riferisce che sulla copia della concessione custodita nell’archivio sarebbe comparsa una modifica a penna: il cognome dei concessionari sostituito con un altro. Le interessate, secondo il racconto riportato dalla testata, avrebbero escluso di aver autorizzato rinunce o trasferimenti della concessione. Metropolis riporta anche la frase «voi qui non ci venite mai», che una donna incontrata vicino al loculo avrebbe pronunciato rivendicandone la disponibilità. Sono circostanze da verificare nell’inchiesta, non conclusioni degli investigatori.
Che cosa resta da chiarire sul loculo
Il punto da chiarire è il rapporto tra la concessione e l’utilizzo del loculo: chi abbia disposto la nuova sepoltura, sulla base di quali documenti e con quali eventuali comunicazioni ai concessionari. Il racconto della famiglia solleva inoltre il problema della destinazione dei resti che riteneva custoditi in quel posto. Le informazioni disponibili non permettono ancora di ricostruire tutti questi passaggi. L’acquisizione delle carte non equivale all’accertamento di una falsificazione: le eventuali irregolarità e le responsabilità restano da stabilire.

