Il centro di raccolta rifiuti e l’isola ecologica di via Cuma, a Bacoli, sono stati sottoposti a sequestro preventivo dai Carabinieri del Nucleo forestale di Pozzuoli. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, riguarda l’intero complesso utilizzato per la gestione dei rifiuti: capannoni, attrezzature, cassoni scarrabili e autocompattatori. L’impianto è gestito dalla Flegrea Lavoro Spa, società interamente partecipata dal Comune di Bacoli. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere, secondo la definizione utilizzata dagli inquirenti, un quadro di illeciti “sistematici e pervasivi”.

Due persone risultano indagate: la precedente amministratrice unica della società, rimasta in carica fino ad aprile 2026, e l’attuale amministratore unico, che nel periodo interessato dalle contestazioni ricopriva il ruolo di responsabile tecnico per la raccolta e il trasporto dei rifiuti.
Le contestazioni della Procura
Le ipotesi di reato comprendono gestione illecita dei rifiuti, scarichi abusivi e inquinamento, getto pericoloso di cose, emissioni odorigene, abusi edilizi e violazioni delle norme antincendio. Contestato anche il disturbo provocato dalle attività dell’impianto ai residenti della zona. Secondo la ricostruzione dell’inchiesta, il sito avrebbe operato senza la necessaria autorizzazione regionale. Dietro la denominazione di centro di raccolta sarebbe stata svolta una più ampia attività di trasferimento e compattazione di ingenti quantità di rifiuti, giustificata formalmente attraverso le cosiddette “soste tecniche”.
Gli investigatori ritengono che durante la pressatura e il trasbordo siano stati prodotti reflui liquidi ad alto carico organico, indicati come “colaticci”, che sarebbero finiti sul terreno e nelle caditoie collegate alla rete fognaria pubblica.
Miasmi e rumori segnalati dai residenti
L’indagine sarebbe partita anche dalle condizioni denunciate dagli abitanti del vicino complesso residenziale Parco Orione. Le esalazioni provocate dalla decomposizione dei rifiuti organici e dall’evaporazione del percolato avrebbero raggiunto ripetutamente le abitazioni.
Agli odori si sarebbero aggiunti i rumori prodotti fin dalle 5 del mattino da pale meccaniche, autocompattatori e dispositivi acustici di retromarcia. Secondo gli accertamenti, le emissioni sonore avrebbero superato i limiti previsti dalla legge, compromettendo il riposo dei residenti. Le verifiche riportate dalla Tgr Rai Campania hanno riguardato anche il complesso immobiliare, esteso per circa 3.500 metri quadrati. Il sito sarebbe stato utilizzato senza certificato di agibilità e presenterebbe cambi di destinazione d’uso, frazionamenti e costruzioni prive di titolo per oltre 1.800 metri quadrati.
La Procura ha disposto lo smaltimento urgente dei rifiuti ancora presenti, con particolare attenzione ai materiali pericolosi, biodegradabili e soggetti a rapida decomposizione. L’operazione dovrà essere effettuata dalla stessa Flegrea Lavoro.
Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Il sequestro è stato disposto per impedire la prosecuzione delle condotte ipotizzate e tutelare l’ambiente, la sicurezza e la salute pubblica.
