Covid, ha curato 3 mila persone: medico rischia sospensione

Sono numerosi i supporter del medico di Pagani che ha curato circa 3000 pazienti affetti da Covid, ma accusato di non aver rispettato i protocolli terapeutici.

Durante i lockdown e nei momenti più critici di questa pandemia da Covid, il dottore Gerardo Torre ha curato circa 3mila persone scendendo in campo, andando a visitare i propri pazienti per casa prestandogli il proprio supporto curando a casa i malati che avevano contratto la malattia.

Purtroppo però il medico di Pagani, in provincia di Salerno, dovrà essere giudicato dall’Ordine dei Medici. Lo ha raccontato a diverse testate giornalistiche. Secondo l’ordine non avrebbe rispettato i protocolli terapeutici, nonostante abbia salvato vite. All’Ansa infatti dichiara:

Durante questi ultimi due anni ho prestato cure domiciliari a circa 3mila persone lasciate sole per via del Covid. Fin qui niente di strano se non fosse che il prossimo 28 gennaio si svolgerà all’Ordine dei Medici di Salerno un giudizio disciplinare nei miei confronti. Si dice che non ho seguito i protocolli terapeutici, che non avrei rispettato le disposizioni previste dal Protocollo Nazionale in materia di cura della patologia Covid19, che ho parlato contro la categoria, asserendo che i medici di base non fanno i medici, e che sono contro il vaccino, cosa peraltro non vera in quanto sostengo, semplicemente, che si dovrebbe vaccinare contro il Covid solo chi realmente ne ha bisogno e non chi, ad esempio, è guarito e nell’immediato ha gli anticorpi alti. Io ho solo seguito la mia coscienza di medico e di uomo.

Il sindaco di Pagani, Raffaele De Prisco, scrive delle cure del dottore che gli aveva diagnosticato la polmonite e lo aveva curato: “Se oggi posso scrivere, lo devo anche a lui. Grazie a tutti i medici che prestano cure domiciliari.

Il 28 giugno davanti al consiglio disciplinare

Tuttavia il dottore di Pagani il 28 giugno dovrà presentarsi davanti al consigli di disciplinare per spiegare le proprie ragioni. Racconta così al Corriere del Mezzogiorno

Io parto da un dato di fatto: la gente malata di covid è stata completamente abbandonata.  Mai come in questa circostanza la medicina territoriale si è rivelata del tutto assente. Non si può combattere un’epidemia con la medicina ospedaliera, bisogna scendere in campo.

Io ho avuto l’intuizione di stoppare l’infiammazione da covid con un antinfiammatorio di nuova generazione. Era importante intervenire subito, al primo giorno di sintomo. Poi un po’ di aspirina dopo pranzo che ha effetto anti-aggregante e, in caso di febbre, un antibiotico. Se dopo sette giorni persistevano tracheiti o altre infiammazioni prescrivevo il cortisone.

Ho chiesto disperatamente che i medici di famiglia andassero a visitare a casa per rassicurare le persone terrorizzate, mi hanno lasciato solo, nessuno mi ha dato retta […] Se sono persone intelligenti non mi sospendono.